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PSYCHOMEDIA 

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  VIDEOTAPE del Corso intensivo di tre giorni
"La personalità e i disturbi di personalità"
condotto da John F. Clarkin (New York Hospital-Cornell University)
organizzato il 14-15-16 aprile 1997 dalla Clinica Psichiatrica dell'Università di Parma
con il patrocinio della SIP (Società Italiana di Psichiatria)
e della SPR-Italia (sezione italiana della Society for Psychotherapy Research)

Vai al programma del corso e alla bibliografia ragionata

E' disponibile il videotape dell'intero corso
(6 videocassette per un totale di 17 ore di registrazione, traduzione di Paolo Migone).
Per ordinarlo, e per ulteriori informazioni, contattare
il Dr. Paolo Migone, Via Palestro 14, 43100 Parma, 
Tel./Fax 0521-960595, E-Mail <migone@unipr.it>


John Clarkin e' il piu' stretto collaboratore di Otto Kernberg al New York Hospital-Cornell University (dove, assieme a Kernberg, e' condirettore del Personality Disorder Institute). Il videotape puo' essere utilizzato per la formazione degli operatori in USL, scuole di specialita' scuole di psicoterapia, ecc.

ARGOMENTI TRATTATI
Il Prof. Clarkin ha approfondito i principali problemi della descrizione, eziologia, decorso, terapia e classificazione dei "tratti" e dei "disturbi" di personalita'. Ha parlato dei costrutti teorici implicati nella descrizione della personalita', gli indicatori di "disturbo", e le principali teorie dei disturbi di personalita'. Piu' precisamente, ha illustrato le teorie cognitivo-comportamentali (ad esempio quella di Aaron Beck che prevede la correzione degli "schemi cognitivi" e dei "pensieri automatici" attivati da determinati stimoli, e quella di Marsha Lineahn, oggi molto studiata negli Stati Uniti), interpersonali (ad esempio la Structural Analysis of Social Behavior [SASB] di Lorna Benjamin), psicodinamiche (come quella di Otto Kernberg, sia dal punto di vista teorico che clinico), neurobiologiche (come quella temperamentale di Cloninger, ecc.). Ha prestato particolare attenzione alle attuali metodologie di ricerca in questo settore e ai principali strumenti esistenti, per sottolinearne i vantaggi e gli svantaggi.
L'ultima parte del corso e' stata dedicata alla dettagliata illustrazione della tecnica di terapia dinamica per i pazienti borderline perfezionata da Kernberg, con esempi clinici sulla instaurazione del contratto terapeutico e sulla intervista diagnostica "strutturale", e con la discussione di trascrizioni di lunghi brani di sedute. E' possibile vedere precisamente come nella tecnica di Kernberg viene impostato il contratto terapeutico col paziente borderline in modo tale da coinvolgerlo fin dall'inizio in un rapporto tale per cui il terapeuta "smonta" la tendenza, tipica dei pazienti borderline, a compiere tentativi di suicidio e altre azioni autolesive. Questo e' stato evidenziato da varie ricerche presentate da Clarkin, che hanno mostrato come la corretta instaurazione di questo contratto riduca drasticamente il numero dei tentativi di suicidio. Al paziente nel contratto viene specificato molto chiaramente quali sono le sue responsabilita' e quali sono quelle del terapeuta, viene spiegato in modo preciso cosa ciascuno dei due partners fara' in caso si ripresenti l'impulso da parte del paziente a compiere azioni autolesive (il paziente ad esempio deve andare al pronto soccorso, ecc.). In questo modo si interviene direttamente sulle fantasie, sulle aspettative
che ha il paziente quando entra in un rapporto con un'altra persona. Il terapeuta fara' determinate cose per aiutare o far aiutare il paziente, ma non fara' altre cose che forse il paziente si aspetta, e in questo modo la classica manipolazione inconscia diventa meno efficace. Ovviamente e' molto importante che poi il terapeuta sia coerente nei comportamenti previsti dal contratto.
Riguardo alla liberta' di scelta, viene sottolineato anche che il paziente e' liberissimo di compiere nuovamente gesti suicidiari o persino di commettere il suicidio (nessuno certo lo puo' fermare); e' solo tenuto, se accetta il contratto, di parlare dei motivi delle sue scelte. La teoria prevede che questi interventi, che hanno grosse implicazioni psicodinamiche, agiscono in profondita' nella struttura delle relazioni oggettuali del paziente, possibilmente "raddrizzando" modalita' confusive e manipolatorie che durano da anni (e' ovvio che il contratto viene concettualizzato come un obiettivo ideale da raggiungere, una occasione per instaurare un rapporto terapeutico correttivo che permetta continue chiarificazioni, confrontazioni, e interpretazioni, pur nel rispetto della coscienza soggettiva del paziente e mantenendo una forte alleanza terapeutica -- se il paziente sapesse rispettare completamente il contratto sarebbe, per cosi' dire, "guarito").
Questo approccio di Kernberg e' stato paragonato a una tecnica cognitivo-comportamentale, la Dialectical-Behavioral Therapy (DBT) di Marsha Linehan, che ha lavorato un anno alla Westchester Division della Cornell University dove la DBT tutt'ora viene sperimentata e confrontata con l'approccio di Kernberg. La DBT, una tecnica mirata solo alla diminuzione dei tentativi di suicidio in pazienti borderline di sesso femminile, riscuote un certo interesse oggi negli Stati Uniti perche' e' relativamente breve (un anno) e perche' alcune ricerche avrebbero dimostrato la sua efficacia. Alla Cornell University attualmente vengono confrontate queste due tecniche, e vengono anche sperimentate combinazioni tra i due approcci.

Il videoregistrato e' di 6 videocassette (VHS Hi-Fi Stereo PAL) per un totale di 17 ore di registrazione (non e' una copia, ma una edizione di alta qualita' tratta da un master).
Nella retrocopertina di ogni cassetta vi è il riassunto dettagliato del contenuto. Alla prima cassetta e' allegato un test di personalità usato da Clarkin al solo scopo di esercitazione per mostrare come si fa ricerca sui tratti. E' allegata inoltre una bibliografia ragionata di due pagine per eventualmente approfondire le tematiche discusse nel corso. Si ricorda che in alcuni casi il videotape è stato regalato, dietro oppurtuna richiesta, da case farmaceutiche.

Per ulteriori informazioni e ordinazioni rivolgersi al Dr. Paolo Migone, Via Palestro 14, 43100 Parma, Tel./Fax 0521-960595, E-Mail: <migone@unipr.it>.

Per un panorama degli aspetti storici e psicodinamici del concetto di "borderline", vedi si siti
http://www.psychomedia.it/pm/modther/probpsiter/ruoloter/rt55-90.htm
http://www.psychomedia.it/pm/modther/probpsiter/ruoloter/rt56-91.htm
Per una discussione di alcuni aspetti della tecnica di Kernberg per i borderline, vedi i siti
http://www.psychomedia.it/pm/modther/probpsiter/ruoloter/rt81-99.htm
http://www.psychomedia.it/pm/modther/probpsiter/ruoloter/rt82-99.htm

Recensione di Rita Sciorato (da Il Ruolo Terapeutico, 1997, 75: 50-51)

Spesso gli istituti universitari o le USL, di fronte al sempre presente bisogno di formazione da parte degli operatori, rispondono organizzando lezioni accademiche, conferenze o congressi (molti dei quali costosi e non di alto livello), e in questo modo a volte si illudono di dare una risposta seria al problema della formazione. Molto più interessante è stata invece questa iniziativa ideata da Paolo Migone, e organizzata in collaborazione con la Clinica Psichiatrica dell'Università di Parma (Direttore: Prof. Carlo Maggini) il 14-15-16 aprile 1997: un corso intensivo di tre giorni (dalle 9:30 alle 18:30) su un solo tema, "La personalità e i disturbi di personalità", condotto da uno dei maggiori esperti del settore, John Clarkin, il più stretto collaboratore di Otto Kernberg al New York Hospital-Cornell University (dove, assieme a Kernberg, è condirettore del Personality Disorder Institute). La traduzione del corso, in quasi-simultanea (e in simultanea dall'italiano in inglese quando intervenivano i partecipanti), è stata fatta dallo stesso Migone, con la nota rapidità e precisione con cui lo abbiamo visto tradurre vari altri seminari di colleghi americani negli anni scorsi, per cui il fatto che il conduttore parlasse in inglese non è stato affatto un problema.

Il corso, come era scritto nella locandina, aveva il patrocinio della SIP (Società Italiana di Psichiatria) e della SPR-Italia (sezione italiana della Society for Psychotherapy Research), della quale Migone è uno dei fondatori (vedi la Recensione del 5th European Conference della "Society for Psychotherapy Research", a cura di Paolo Migone, tratta da un suo articolo pubblicato su Il Ruolo Terapeutico, 1997, 74; nonché l'annuncio del Primo Congresso Nazionale della SPR-Italia, organizzato a Salsomaggiore, vicino a Parma, il 5-7 settembre 1997), e con questo evidentemente si voleva sottolineare l'importanza sia della ricerca che delle tecniche di intervento psicoterapeutico per questi disturbi.

Ma vediamo quali sono stati gli argomenti trattati durante il corso (vedi il programma del corso e la bibliografia completa degli argomenti trattati). Il Prof. Clarkin ha approfondito i principali problemi della descrizione, eziologia, decorso e terapia dei tratti e dei disturbi di personalità, e delle classificazioni della personalità e dei suoi disturbi. Ha parlato dei costrutti teorici implicati nella descrizione della personalità, gli indicatori di "disturbo", e le principali teorie dei disturbi di personalità. Più precisamente, ha illustrato le teorie cognitivo-comportamentali (ad esempio quella di Aaron Beck che prevede la correzione degli "schemi cognitivi" e dei "pensieri automatici" attivati da determinati stimoli, o quella di Marsha Lineahn, oggi molto studiata negli Stati Uniti, a cui accennerò dopo), interpersonali (ad esempio la SASB di Lorna Benjamin, di cui tra l'altro lo stesso Migone ha parlato nella sua rubrica del n. 74/1996 de Il Ruolo Terapeutico), psicodinamiche (come quella di Kernberg, che ha approfondito in modo particolare, sia dal punto di vista teorico che clinico), neurobiologiche (come la teoria temperamentale di Cloninger, ecc.). Ha prestato particolare attenzione alle attuali metodologie di ricerca in questo settore e ai principali strumenti esistenti, per sottolinearne i vantaggi e gli svantaggi. Parte del corso è stata dedicata alla dettagliata illustrazione della tecnica di terapia dinamica per i pazienti borderline formulata da Kernberg, con esempi clinici sulla instaurazione del contratto terapeutico e sulla intervista diagnostica "strutturale", e con la discussione di trascrizioni di lunghi brani di sedute (giova ricordare che fu proprio Migone a introdurre in Italia la "intervista strutturale" di Kernberg, nel n. 4/1983 della rivista Psicoterapia e scienze umane, in cui presentava anche in anteprima in Italia il DSM-III aprendo un dibattito sul rapporto tra psichiatria e psicoanalisi e sul problema della diagnosi -- questa problematica è stata ripresa da Migone nel suo libro Terapia psicoanalitica, Milano: Franco Angeli, 1995).

E' stata questa parte del corso, a mio parere, la più stimolante e più utile per i partecipanti, che hanno potuto vedere precisamente come ad esempio nella tecnica di Kernberg viene impostato il contratto terapeutico col paziente borderline in modo tale da coinvolgerlo fin dall'inizio in un rapporto tale per cui il terapeuta "smonta" nettamente la tendenza, tipica dei pazienti borderline, a compiere tentativi di suicidio e altre azioni autolesive. Questo è stato evidenziato da varie ricerche, presentate da Clarkin, che hanno mostrato come la corretta instaurazione di questo contratto riduca drasticamente i tentativi di suicidio. Al paziente nel contratto viene specificato molto chiaramente quali sono le sue responsabilità e quali sono quelle del terapeuta, viene spiegato in modo esternamente preciso cosa ciascuno dei due partners farà in caso si ripresenti l'impulso da parte del paziente a compiere azioni autodistruttive (il paziente ad esempio deve andare al pronto soccorso, ecc.). In questo modo, utilizzando anche la teoria psicoanalitica, si interviene direttamente sulle fantasie inconsce, sulle aspettative che ha il paziente quando entra in un rapporto con un'altra persona. Il terapeuta farà determinate cose per aiutare o far aiutare il paziente, ma non farà altre cose che forse il paziente si aspetta, e in questo modo la classica manipolazione inconscia diventa meno efficace. Ovviamente è molto importante che poi il terapeuta sia coerente nei comportamenti previsti dal contratto. Riguardo alla libertà di scelta, viene sottolineato anche che il paziente è liberissimo di compiere nuovamente gesti suicidiari o persino di commettere il suicidio (nessuno certo lo può fermare); è solo tenuto, se accetta il contratto, di parlare dei motivi delle sue scelte. Inutile commentare quante e quali siano le implicazioni psicodinamiche di questi interventi, che agiscono in profondità nella struttura delle relazioni oggettuali del paziente, possibilmente "raddrizzando" modalità confusive e manipolatorie che durano da anni.

Questo approccio di Kernberg è stato paragonato alla tecnica cognitivo-comportamentale, la Dialectical-Behavioral Therapy (DBT) di Marsha Linehan, la quale ha lavorato alla Westchester Division della Cornell University dove la DBT tutt'ora viene sperimentata e confrontata con l'approccio di Kernberg. La DBT, una tecnica mirata solo alla diminuzione dei tentativi di suicidio in pazienti borderline di sesso femminile, riscuote un certo interesse oggi negli Stati Uniti perché è relativamente breve (un anno) perché alcune ricerche avrebbero dimostrato la sua efficacia. Alla Cornell University attualmente in varie ricerche vengono confrontate queste due tecniche, e vengono anche sperimentate delle combinazioni tra i due approcci.

Ma il corso ha avuto aspetti interessanti anche dal punto di vista sociale: la vicinanza col Prof. Clarkin in questi tre giorni (durante le cene, durante chiacchierate su vari problemi sia della psicoterapia che di altro tipo) è stata particolarmente piacevole, data anche al sua enorme disponibilità e gentilezza. L'ultimo girono poi è stato offerto un pranzo a tutti i partecipanti in una bellissima località appena fuori Parma, la Fondazione Magnani-Rocca. Questa Fondazione è situata una villa circondata da un parco e adibita a museo (con tele di Goya, Dürer, Tiziano, Carpaccio, Rubens, Cézanne, Renoir, Monet, Morandi, ecc.) è a Mamiano di Traversetolo (circa 15 chilometri da Parma). Dopo il pranzo al ristorante della Fondazione, vi è stata una visita guidata al museo. E' stato un modo molto bello per concludere queste tre giornate.

Molti sono stati i partecipanti (circa una settantina), e abbiamo saputo che tanti hanno dovuto essere esclusi per mancanza di spazio, anche perché si è voluto tenere il numero relativamente basso per permettere una maggiore interazione col conduttore. Segno questo del successo di questa iniziativa e del fatto che tanti colleghi hanno apprezzato il formato del corso intensivo per la loro formazione.

Ma vi è una bella notizia per coloro che non sono riusciti ad iscriversi: è disponibile un videotape dell'intero corso, che gli organizzatori hanno deciso di registrare appena si sono accorti che le domande erano molto superiori alla numero massimo di partecipanti consentito. Il videotape può essere richiesto a Paolo Migone. Non è una semplice copia, ma una edizione di alta qualità perché tratto da un master) potrà essere uno strumento utile per le USL e le scuole di formazione, anche perché potrà essere interrotto a piacere e discusso nei suoi vari passaggi.


Videotape, CD o DVD  per la formazione degli operatori:

John F. Clarkin, "La personalità e i disturbi di personalità" (1997) (6 videotape, 17 ore)

Joel Becker, "Disturbi d'Ansia: tecniche psicoterapeutiche cognitivo-comportamentali" (2000) (2 videotape o DVD, 5 ore)

Joel Becker & Gabriele Melli, "Recenti sviluppi nella diagnosi e nella terapia cognitivo-comportamentale del Disturbo Ossessivo-Compulsivo" (2003) (1 videotape o DVD, 3 ore)

Robert R. Holt & Morris N. Eagle, "Lo statuto scientifico della psicoanalisi" (2000) (1 videotape, 2,5 ore)

Robert R. Holt, Philip S. Holzman, Roy Schafer, Herbert J. Schlesinger, Fred Schwartz, Peter H. Wolff et al., "40th Anniversary of the Rapaport-Klein Study Group: Reflections on David Rapaport" (2003) (1 videotape, 2 ore, in inglese)

Adolf GrünbaumĘet al., "Domande e risposte su psicoanalisi e filosofia" (1998) (2 CD audio)

Robert R. Holt, "A History of the Research Center for Mental Health, New York University (NYU)" (2006) (1 DVD, in inglese)


Per ulteriori informazioni: <migone@unipr.it


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