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Rivista

Medicina Psicosomatica

Organo Ufficiale della Società Italiana di Medicina Psicosomatica



Lorenzo Tarsitani, Massimo Biondi

III Clinica Psichiatrica, Università degli Studi di Roma La Sapienza

SVILUPPO E VALIDAZIONE DELLA SCALA VRS (VALUTAZIONE RAPIDA DELLO STRESS)

DEVELOPMENT AND VALIDATION OF THE VRS, A RATING SCALE FOR RAPID STRESS ASSESSMENT

Pubblicato su: Medicina Psicosomatica, Vol.44, n.3, 1999, pp.163-177

(Società Editrice Universo, Roma)



PREMESSA

Le diverse prospettive di studio dello stress consentono l'integrazione in un ampio modello teoretico che lo focalizza considerandolo un processo in cui le "richieste" ambientali superano le capacità adattative di un organismo, generando variazioni psicologiche, emozionali, comportamentali e biologiche che espongono gli individui al rischio di patologie internistiche e psichiatriche (1, 2, 3, 4, 5, 6). Da qui emerge l'importanza della valutazione dello stress: recentemente la ricerca al riguardo, spesso centrata sulla misurazione oggettiva degli eventi stressanti (7, 8, 9, 10, 11, 12), è via via mutata, e il focus si è spostato su strumenti in grado di valutare l'aspetto soggettivo dello stress (13), che enfatizzano la valutazione e la percezione da parte dell'organismo del danno subito a causa di un'esperienza.

Quando le richieste ambientali vengono percepite come eccessive rispetto alla capacità di affrontarle, gli individui si autoclassificano come "stressati" ed esperiscono una risposta emozionale negativa. Secondo questi modelli gli eventi influenzano soltanto i soggetti che percepiscono, e quindi rilevano, lo stress. L'attenzione è quindi focalizzata sulla valutazione dello stress che dipende dallo stimolo, dalla tipologia di risposta e dalla interpretazione soggettiva della relazione stimolo-ambiente; la percezione rappresenta quindi un prodotto delle interpretazioni del significato dello stimolo in sé e delle risorse individuali per affrontarlo.

Il più interessante modello della percezione dello stress è stato proposto da Lazarus (14): l'autore sostiene che la valutazione di uno stimolo come minaccioso o benigno, che definisce valutazione primaria, avviene tra la presentazione dello stimolo e la reazione di stress. Una situazione, secondo l'autore, genera una risposta dannosa se viene valutata in termini di perdita, danno, minaccia o sfida (15, 16). La valutazione primaria dipende da due classi di condizioni: le caratteristiche percepite dello stimolo e la struttura psicologica dell'individuo. Sul primo versante hanno importanza le caratteristiche, la grandezza, l'intensità, la durata e la potenziale controllabilità dello stimolo. Per quanto riguarda l'individuo appaiono decisivi il giudizio e la percezione del sé e dell'ambiente, e la struttura della personalità. Successivamente, quando un soggetto reputa che uno stimolo necessita di una risposta adattativa, quando cioè percepisce il bisogno di far fronte ad un evento, significa che sta esaminando le sue risorse e stimando le proprie capacità di affrontare la situazione. Questa viene definita valutazione secondaria. Affrontare un evento stressante porta l'individuo ad eliminarlo o a ridimensionare gli effetti dannosi dello stesso; può significare compiere azioni finalizzate a modificare le condizioni dannose, oppure agire o pensare in modo da alleviare la risposta emozionale allo stress.

Gli strumenti specifici per la misurazione e la valutazione di queste risposte e per il riconoscimento di un loro eventuale ruolo causale, concausale o di fattore di rischio nelle patologie di interesse della medicina generale, sono scarsi e spesso complessi. Sia nell'esperienza clinica che in ambiti di ricerca vengono utilizzate batterie di test e scale di valutazione che esplorano singoli aspetti psicopatologici, che vengono poi valutati e considerati separatamente al fine di risalire ad una quantificazione delle condizioni di stress (17). I tempi richiesti per la somministrazione, l'elaborazione ed eventuali training specifici per il loro utilizzo li rendono improponibili in alcuni setting clinici e di ricerca. Questo accade soprattutto nei protocolli che prevedono la valutazione su campioni vasti, in cui è indispensabile avere a disposizione strumenti veloci e pratici.

Vista l'importanza della valutazione dello stress e dei suoi multiformi effetti sull'organismo umano, scopo di questo studio è stato lo sviluppo di uno strumento che consentisse di determinare le risposte individuali agli eventi stressanti in modo semplice e rapido, anche su campioni numerosi. Con questo obiettivo abbiamo quindi pensato ad una scala di valutazione di veloce compilazione ed elaborazione, autosomministrata, che consentisse di quantificare e determinare qualitativamente le risposte di stress in diversi contesti, clinici o di ricerca, e su popolazioni differenti. Come tutte le scale di valutazione, questo strumento doveva però rispondere a caratteristiche di attendibilità e validità: nostro obiettivo quindi, al fine di verificarle, è stato la sua validazione, effettuata con il riscontro e la stima della affidabilità, della validità per contenuto e di quella concorrente (18).

MATERIALI E METODI

La scala di valutazione VRS: costruzione.

In virtù delle ricerche svolte sui modelli di stress, sui correlati psichiatrici, comportamentali, emozionali, psicologici e psicobiologici delle risposte ad eventi stressanti, e basandoci con metodo deduttivo sull'esperienza clinica che spessissimo focalizza l'attenzione su avvenimenti di vita oggettivamente più o meno importanti che creano una risposta differente a seconda del soggetto, abbiamo costruito una scala di autovalutazione volta a misurare le risposte adattative agli eventi stressanti. (Fig. 1).

 

valutazione rapida dello stress

A cura di Massimo Biondi e Lorenzo Tarsitani

Servizio di Medicina Psicosomatica e Psicofarmacologica Clinica

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"

 

 

Cognome e Nome ................................................................................. Età ........

Sesso M o F o Stato civile ......................... n. figli ........... Data ........................................

Leggerà alcune frasi che rispecchiano comuni stati d'animo o reazioni fisiche. Per ogni frase segni con una croce sulla colonna destra del foglio la risposta che meglio descrive come si sente al momento della compilazione. Non ci sono risposte giuste o sbagliate.

   

Per nulla

Lievemente

Abbastanza

Molto

1

Mi sento irrequieto

 

 

 

 

2

Mi sento scoraggiato

 

 

 

 

3

Mi sento irritabile

 

 

 

 

4

Sono un po’ giù di morale

 

 

 

 

5

Sono preoccupato

 

 

 

 

6

Mi sento infastidito

 

 

 

 

7

Mi sento di buon umore

 

 

 

 

8

Sono arrabbiato

 

 

 

 

9

Ho proprio bisogno di riposarmi

 

 

 

 

Adesso segni con una croce sulla colonna destra del foglio la risposta che meglio la descrive negli ultimi 6 mesi della sua vita.

   

Per nulla

Lievemente

Abbastanza

Molto

10

Avverto dei malesseri fisici (mal di testa, dolori muscolari, senso di oppressione al torace, palpitazioni) che penso siano dovuti alla tensione nervosa.

 

 

 

 

11

Passo bene il mio tempo libero

 

 

 

 

12

Mangio male o in modo disordinato

 

 

 

 

13

Ho persone con cui parlare che capiscono le mie difficoltà

 

 

 

 

14

Faccio fatica a ricordarmi le cose

 

 

 

 

15

Vivo un po’ isolato dagli altri

 

 

 

 

Figura 1: La scala di valutazione

 

Abbiamo scelto di seguire la prospettiva che studia strumenti in grado di valutare l'aspetto soggettivo dello stress.

Ci siamo quindi concentrati sulla autovalutazione e la percezione da parte dei soggetti del danno subito a causa di un'esperienza ambientale, senza occuparci della tipologia di quest'ultima. Questo ci ha permesso di rivolgere lo strumento ad ambiti differenti, considerandolo adatto ad ogni soggetto che esperisca una risposta emozionale negativa a seguito di uno stimolo.

La misurazione è diretta agli effetti di stress acuti e cronici, ed è stata costruita con l'intento di creare uno strumento duttile e rapido. Il tempo impiegato per la compilazione della scala è di circa tre minuti; il conteggio dei risultati, con l'ausilio di un programma computerizzato, richiede meno di trenta secondi: questo consente di prevederne l'utilizzo in ricerche su campioni anche molto numerosi.

Nella costruzione, basandoci sulle esperienze e sui dati della letteratura al riguardo, abbiamo individuato delle dimensioni psicopatologiche al fine di dividere la risposta di stress in diverse aree che sommate avrebbero quantificato un punteggio di stress, consentendo però di analizzare e diversificare la tipologia di percezione, variabile da soggetto a soggetto (17).

Il questionario scompone quindi la valutazione nelle cinque seguenti aree: Ansia (item: 1-5-10), Depressione (2-4-7), Somatizzazione (9-12-14), Aggressività (3-6-8), Supporto Sociale (11-13-15).

Ogni cluster corrisponde a tre item, per un totale di 15: di questi, 9 (da 1 a 9) si riferiscono allo stato della persona al momento della compilazione, 6 (da 10 a 15) invece misurano variabili longitudinali riferite agli ultimi 6 mesi. Il supporto sociale non rappresenta una dimensione psicopatologica: è considerato un fattore essenziale nella risposta agli stressor (19) ed è valutato come scala negativa, in modo che il punteggio parziale quantifichi la mancanza di supporto, e questo renda possibile il suo utilizzo accanto alle altre scale.

Il questionario, autosomministrato, è composto quindi da 15 item che presentano un formato di risposta a quattro posizioni (per nulla, lievemente, abbastanza, molto) conteggiate da 0 a 3 punti. Tre affermazioni (7-11-13) vengono considerate al contrario (da 3 a 0 punti), poiché misurano caratteristiche opposte alla dimensione a cui appartengono.

Dal conteggio si ottengono cinque punteggi parziali, ognuno dei quali va da un minimo di 0 a un massimo di 9 punti, corrispondenti alle singole dimensioni esplorate. Questi, sommati, costituiscono il punteggio totale del questionario, da 0 a 45 punti, che quantifica il grado di risposta agli stressor.

La validazione

- Il campione normativo. Al fine di stabilire i valori medi e le distribuzioni dei punteggi delle varie scale e del risultato totale nella popolazione, è stato creato un campione pilota, utilizzando come unico criterio di inclusione l'assenza riferita di diagnosi psichiatriche.

Il questionario è stato somministrato a 100 persone residenti a Roma (48 maschi, età media=31.94; 52 femmine, età media=36.73).

- Test-retest. Con l'intento di verificare l'attendibilità delle reazioni, e cioè la stabilità delle misurazioni delle variabili, è stata applicata la tecnica del test-retest, spesso utilizzata in letteratura.

E' stato somministrato il questionario due volte, a distanza di 24 ore ad un campione di popolazione impiegatizia di Roma (n=75; età media: 42,7 DS=7,5), per valutare la correlazione tra i punteggi parziali e totali nelle due somministrazioni.

- Validità per contenuto. Al fine di quantificare la validità per contenuto, e cioè verificare che le scale dello strumento misurino effettivamente la dimensione che viene ipotizzata, la maggior parte degli Autori utilizzano un altro strumento già validato e impiegato in precedenza, per studiare la correlazione tra le due misurazioni (18).

Abbiamo deciso di utilizzare il "Minnesota Multiphasic Personality Inventory" (MMPI), un test ampiamente validato e utilizzato in molti paesi (20) ed è stato somministrato, insieme al nostro strumento, in un periodo di tre mesi, a tutti i pazienti che si rivolgevano al nostro Ambulatorio per effettuare una prima visita. La somministrazione è stata interrotta al raggiungimento di un campione di 100 soggetti, avendo escluso i pazienti che non erano stati in grado di compilare i due test (vedi tab. 1).

 

n=100; età media: 47.05 ds=16.69 M=41 F=59

Diagnosi DSM IV

disturbo distimico

23

disturbo depressivo maggiore

21

disturbo di panico

10

disturbo ossessivo-compulsivo

6

assenza di disturbi psicopatologici in atto

3

disturbo bipolare

6

disturbo d'ansia generalizzato

3

disturbo dell'adattamento

4

disturbo depressivo n.a.s.

3

fobia sociale

3

schizofrenia

3

disturbo d'ansia n.a.s.

2

disturbo dell'umore dovuto a condizioni mediche generali

2

disturbo dell'umore n.a.s.

2

disturbo di conversione

2

disturbo psicotico n.a.s.

2

dipendenza da oppiacei

1

disturbo di somatizzazione

1

disturbo schizoaffettivo

1

disturbo somatoforme indifferenziato

1

fobia specifica

1

Tabella 1: Descrizione del campione per la stima della validità per contenuto

I punteggi sono stati elaborati correlando rispettivamente le scale del nostro questionario (Depressione, Ansia, Somatizzazione, Aggressività, Mancanza supporto) alle scale D (Depressione), Pt (Psicastenia), Hs (Ipocondria), Pd (Deviazione psicopatica) e Si (Introversione sociale) dell'MMPI che, anche se non sono sempre specifiche per le variabili misurate dal nostro questionario, le contengono, facendoci ipotizzare una sufficiente vicinanza.

- Validità concorrente. La validità concorrente viene utilizzata molto spesso nella validazione di test e scale psichiatriche. Secondo questa metodologia, per verificare l'effettiva misurazione della variabile ipotizzata, si utilizza un criterio esterno (spesso una diagnosi) (18). Nel nostro caso, abbiamo considerato come criterio esterno la diagnosi recente (2 settimane) di infarto acuto del miocardio. L'infarto del miocardio rappresenta una condizione clinico-sperimentale particolarmente favorevole allo studio delle complesse variazioni psicologiche che si verificano nell'uomo in situazioni di stress (21). Esso costituisce infatti un evento di elevata intensità, minaccioso per l'integrità fisica e la sopravvivenza dell'individuo, tale da poter indurre spesso in modo definitivo, modificazioni strutturali nella vita del soggetto colpito. L'infarto produce inoltre sensazioni dolorose e modificazioni della cenestesi somatica particolarmente intense; esso comporta costantemente un'ospedalizzazione acuta in Unità terapeutiche specializzate dove il paziente è esposto quotidianamente all'esperienza della morte e del dolore di persone che condividono la sua stessa malattia. Questi fattori ci consentono di considerare l'infarto acuto del miocardio come un evento altamente stressante, in grado perciò di indurre nell'individuo reazioni psicofisiologiche suscettibili di un controllo sperimentale (21, 22). Possiamo quindi studiare le reazioni emozionali individuali allo stress acuto.

L'indagine è stata condotta su 78 soggetti di sesso maschile di età compresa tra i 34 ed i 65 anni: 38 di essi erano ricoverati in ambiente ospedaliero per infarto del miocardio (età media 52.65 d.s. 6.7 anni), gli altri 40 (età media 49.5; d.s.8.9) erano ricoverati per patologie di tipo ortopedico ed erano stati esclusi coloro che presentavano cardiovasculopatie.

- Elaborazioni. I dati sono stati inseriti su PC compatibile, piattaforma Windows, utilizzando, per le elaborazioni i programmi: Microsoft Excel e Stata. La standardizzazione dei punteggi ottenuti dal campione normativo è stata effettuata applicando le formule per i punteggi z e per i punteggi T (18). La griglia di valutazione è stata creata con il programma Microsoft Publisher. Lo studio delle correlazioni tra i punteggi del test-retest e tra le scale del questionario e quelle dell'MMPI è stato effettuato applicando il Coefficiente di correlazione di Pearson (18). Per i paragoni tra medie abbiamo utilizzato il test T di Student; per la misura dell'associazione di fenomeni qualitativi abbiamo applicato il test del ?2 .

RISULTATI

Il campione normativo.

L'elaborazione dei punteggi del questionario somministrato al campione normativo ha evidenziato i risultati esposti in Tabella 2:

 

VARIABILE

MEDIA

DS

MIN.

MAX

N

Ansia

2.7

1.98

0

9

100

Depressione

2.77

2.12

0

9

100

Somatizzazione

3.69

2.01

0

9

100

Aggressività

2.48

2.38

0

9

100

Supporti

2.24

1.65

0

7

100

Punteggio Totale

13.88

7.65

2

41

100

Tabella 2: Statistica descrittiva

Abbiamo standardizzato i risultati del campione normativo, calcolando dai valori grezzi i punteggi z, e successivamente i punteggi T al fine di rendere agevole la valutazione dei risultati (18).

Queste elaborazioni ci consentono di paragonare le diverse scale tra loro e con il punteggio totale, in base alla loro distribuzione nella popolazione. Inoltre, considerando i punteggi ottenuti da un singolo soggetto, la standardizzazione ci permette di stimare in che misura le singole scale e il punteggio totale si distanziano dalla media. Abbiamo, al riguardo, definito una soglia teorica di patologia a livello della seconda deviazione standard. Tutti i punteggi che si distanziano dalla media oltre le due deviazioni standard vengono quindi considerati patologici.

Con gli stessi obiettivi abbiamo creato una griglia di valutazione che consente di individuare dei profili costruiti sui valori delle varie dimensioni, dando graficamente un'idea di quanto i punteggi si discostano dalle medie della popolazione e svelando a colpo d'occhio quali cluster hanno superato la soglia delle due deviazioni standard.

L'analisi del paragone tra sesso maschile e femminile ha dato i seguenti risultati. (Tab. 3):

 

VARIABILE

MEDIA Maschi

MEDIA Femmine

TEST t

p=

DS Maschi

DS Femmine

Ansia

2.23

3.13

0.02*

1.79

2.06

Depressione

2.21

3.29

0.009*

1.81

2.28

Somatizzazione

3.27

4.08

0.04*

2.04

1.94

Aggressività

2.31

2.63

0.5

2.05

2.66

Supporti

2.44

2.06

0.25

1.58

1.71

Punteggio Totale

12.46

15.19

0.07

6.81

8.25

Tabella 3: Test di t per campioni indipendenti.

- Test-retest. Con l'applicazione del coefficiente di correlazione di Pearson ai punteggi ottenuti nelle due somministrazioni ripetute a distanza di 24 ore al campione di popolazione impiegatizia di Roma, abbiamo ottenuto i seguenti risultati: Ansia r=0.81 (p<0.0001), Depressione r=0.7 (p<0.0001), Somatizzazione r=0.75 (p<0.001), Aggressività r=0.7 (p<0.0001), Supporto Sociale r=0.92 (p<0.0001), Punteggio totale r=0.84 (p<0.0001).

- Pazienti psichiatrici: MMPI. Abbiamo esplorato la validità per contenuto somministrando ad un campione di pazienti psichiatrici (N=100), in occasione della prima visita al nostro Servizio Ambulatoriale, il nostro questionario insieme al "Minnesota Multiphasic Personality Inventory" (MMPI). Abbiamo poi paragonato i punteggi delle nostre scale a quelle dell'MMPI che più si accostavano loro per contenuto.

I risultati dei coefficienti di correlazione di Pearson sono riportati in Tabella 4:

 

VRS

MMPI

Coeff. di Pearson

p

Depressione

D

0.61

<0.0001

Ansia

Pt

0.61

<0.0001

Somatizzazione

Hs

0.54

<0.0001

Aggressività

Pd

0.33

<0.005

Supporto

Si

0.38

<0.0001

Tabella 4: Correlazione tra scale VRS e MMPI

 

- Infarto del miocardio: validità concorrente. Come già descritto in "materiali e metodi", abbiamo esplorato la validità concorrente della scala di valutazione utilizzando un campione composto da pazienti ospedalizzati, divisi in due gruppi: soggetti con diagnosi di infarto del miocardio (N=38; età media 52.65, d.s. 6.7 anni) e soggetti ricoverati per patologie ortopediche (N=40; età media 49.5, d.s.8.9). I risultati dell'elaborazione dei punteggi, sono riportati in Tabella 5:

 

INFARTO

NON INFARTO

TEST t (p)

Media ansia

3.47

2.21

0.0025*

Media depressione

3.87

2.10

0.0004*

Media supporto

2.79

2.50

0.44

Media somatizzazione

3.21

2.68

0.22

Media aggressività

2.81

1.66

0.009*

Media punteggio totale

16.16

11.16

0.0028*

Tabella 5: Paragoni tra medie

Successivamente abbiamo proseguito nell'elaborazione dei dati dividendo i punteggi delle singole dimensioni in tre classi: una "classe 0", per i punteggi dal minimo alla media, una "classe 1" dal punteggio medio al punteggio corrispondente alla seconda deviazione standard e una "classe 2" per i punteggi che superano la seconda deviazione standard. La classe 0 corrisponde quindi a un basso grado della dimensione esplorata, la classe 1 identifica un livello medio-alto e la classe 2 esprime punteggi considerati patologici.

Ad esempio:

- Ansia 0 = bassa quota d'ansia o ansia assente

- Ansia 1 = ansia moderata

- Ansia 2 = ansia patologica

Lo stesso criterio è stato seguito per tutte le dimensioni.

Questo ci ha permesso di incrociare le classi di punteggi con la presenza o assenza di infarto e di misurare l'associazione di questi fenomeni utilizzando il test del ?2.

I risultati sono esposti nelle Tabelle 6-7.

 

%

INFARTO

NON INFARTO

Chi-sq (p)

ansia 0

55

45

ansia 1

38

62

ansia 2

0

100

ns

depres 0

60

40

depres 1

17

83

depres 2

17

83

0.005

aggress 0

55

45

aggress 1

11

89

aggress 2

50

50

0.04

somat 0

51

49

somat 1

50

50

somat 2

0

100

ns

supporto 0

49

51

supporto 1

57

43

supporto 2

40

60

ns

Tabella 6: Singoli cluster in classi e infarto del miocardio

 

 

 

%

INFARTO

NON INFARTO

Chi-sq (p)

tot 0

32

68

tot 1

60

29

tot 2

8

3

0.006

tot 0-10

24

58

tot 11-20

53

29

tot 21-30

18

13

tot >31

5

0

0.015

Tabella 7: Punteggio totale in classi e infarto del miocardio

 

DISCUSSIONE

In questo studio abbiamo realizzato, sviluppato e validato uno strumento che sembra consentire, nonostante il numero limitato di item che lo rende estremamente rapido e pratico nell'utilizzo, una valutazione sufficientemente attendibile dello stress in diversi contesti.

Dall'analisi del paragone tra sesso maschile e femminile nel campione normativo sono emerse differenze significative tra i due sessi nel confronto con il test T di Student tra le medie delle variabili ansia, depressione e somatizzazione. Il sesso femminile ha punteggi più alti in queste tre dimensioni. Le restanti aree esplorate, pur non avendo differenze significative, rispettano il trend delle prime tre, risultando tutte maggiori nel sesso femminile. Questi risultati confermano dati esistenti in letteratura in cui è stata riscontrata una maggiore percezione, valutazione e descrizione, nel sesso femminile, delle reazioni emozionali agli stressor (23).

Con i risultati ottenuti dall'applicazione del coefficiente di correlazione di Pearson ai punteggi ottenuti nelle due somministrazioni ripetute a distanza (test-retest) al campione di popolazione impiegatizia la scala dimostra di essere attendibile e affidabile. Coefficienti superiori a 0.7 vengono infatti considerati, in letteratura (18), indici di attendibilità. Il cluster più attendibile è il supporto sociale (r=0.92), ed è plausibile che sia, tra tutte, la variabile più stabile tra i soggetti. I suoi item inoltre sono tutti e tre valutati in longitudinale, con un riferimento temporale a sei mesi. Al contrario, e anche questo risultato era prevedibile, le dimensioni con maggiori fluttuazioni sono quelle della depressione e aggressività, composte interamente da item valutati al momento della compilazione.

Le correlazioni tra i cluster della nostra scala e il "Minnesota Multiphasic Personality Inventory" esprimono una buona vicinanza delle scale depressione, ansia e somatizzazione con le rispettive dell'MMPI. I risultati meno soddisfacenti delle altre tre scale sono probabilmente da attribuire al fatto che le scale relative dell'MMPI non misurano effettivamente le nostre dimensioni, ma le contengono al loro interno insieme ad altre caratteristiche differenti dall'aggressività e dal supporto sociale. Nel complesso le correlazioni esprimono una soddisfacente validità di contenuto.

Dai risultati ottenuti con il campione di pazienti ospedalizzati possiamo affermare che la scala di valutazione ha dimostrato di soddisfare i criteri per la validità concorrente. Il paragone tra le medie del punteggio totale mostrano infatti una valutazione della percezione della risposta di stress significativamente più alta nei soggetti con recente infarto acuto del miocardio, che per ipotesi definivamo "stressati", rispetto ai soggetti che pur essendo ospedalizzati non avevano affrontato uno stressor acuto della stessa portata.

Inoltre l'analisi delle singole dimensioni ha svelato valori di ansia, depressione e aggressività significativamente più alti nei soggetti con diagnosi di infarto. La somatizzazione, in modo non significativo, rispetta lo stesso trend. Il supporto sociale ha mostrato differenze minime: il risultato era atteso, considerando che il supporto sociale è una variabile longitudinale non psicopatologica che non ha ragionevolmente motivo di mutare a seguito di un evento stressante.

Dalla misura dell'associazione tra i punteggi divisi in classi si nota come le dimensioni depressione e aggressività dimostrino differenze significative tra il campione di soggetti con infarto acuto del miocardio e quello con soggetti ricoverati per patologie ortopediche. E' presente nel campione con infarto un numero maggiore di soggetti che mostrano depressione e aggressività patologiche (punteggi al di sopra di due deviazioni standard) e moderate (tra la media e le due deviazioni standard). Per contro, nel campione con patologie ortopediche troviamo un numero maggiore di soggetti con depressione e aggressività sotto la media del campione normativo. I cluster dell'ansia e della somatizzazione seguono lo stesso trend, mostrando andamenti crescenti verso i valori patologici nei soggetti con infarto, e valori decrescenti negli altri.

La mancanza di supporto sociale evidenzia differenze minime che, come detto in precedenza, erano prevedibili visto il carattere longitudinale e stabile della dimensione.

Anche nell'elaborazione del punteggio totale notiamo differenze significative tra i due gruppi: il campione con infarto del miocardio recente presenta un maggior numero di soggetti con punteggi di stress moderati (tra la media e due deviazioni standard) e patologici (oltre le due deviazioni standard). Per contro, il campione di pazienti con patologie ortopediche mostra un maggior numero di soggetti con punteggi di stress al di sotto della media, considerati quindi molto bassi.

Gli incroci con i punteggi divisi in 4 classi comprovano ulteriormente la capacità della scala di valutazione di distinguere e individuare i soggetti "stressati", misurando quindi le risposte di stress.

Con il nostro studio abbiamo quindi realizzato e sviluppato uno strumento focalizzato sull'aspetto soggettivo dello stress, in grado di misurare l'autovalutazione e la percezione, da parte dei soggetti, del danno subito a causa di un'esperienza ambientale. La scala V.R.S., essendo specifica, duttile ed estremamente pratica e veloce nella somministrazione ed elaborazione, si è dimostrata attendibile e valida, consentendoci di ipotizzarne un utilizzo nella clinica e in ambiti di ricerca.

 

RIASSUNTO: Introduzione. Gli strumenti specifici per la valutazione della percezione soggettiva del danno subito a causa di un'esperienza ambientale sono scarsi e spesso complessi. Scopo di questo studio è stato lo sviluppo di una scala di valutazione, autosomministrata, che consentisse di quantificare e determinare qualitativamente, con rapidità e validità, le risposte individuali agli eventi stressanti. Metodi. La scala VRS è composta da 15 item e scompone la valutazione in cinque aree che, sommate, quantificano la risposta di stress: ansia, depressione, somatizzazione, aggressività, supporto sociale. È stata somministrata a un campione normativo (n=100) e a un campione di popolazione impiegatizia (n=75) per verificare l'attendibilità delle reazioni con la tecnica del test-retest. Al fine di quantificare la validità per contenuto abbiamo utilizzato il "Minnesota Multiphasic Personality Inventory" (MMPI), somministrandolo, insieme alla VRS, a 100 pazienti psichiatrici, correlando tra loro alcune scale. La validità concorrente è stata stimata su 38 soggetti ricoverati in ambiente ospedaliero per recente infarto acuto del miocardio e 40 ricoverati per patologie di tipo ortopedico. Risultati. Il paragone tra i generi ha evidenziato punteggi significativamente maggiori nel sesso femminile. Nel test-retest, il coefficiente di correlazione di Pearson ha mostrato valori compresi tra r=0.7 e r=0.92 (p<0.0001). Le correlazioni tra le aree della VRS e le scale dell'MMPI sono risultate significative e comprese tra r=0.33 e r=0.61. Nella stima della validità concorrente, l'elaborazione del punteggio totale e delle singole aree ha mostrato una valutazione della percezione della risposta di stress significativamente più alta nei soggetti con recente infarto acuto del miocardio, rispetto ai controlli. Conclusioni. La scala proposta, essendo specifica, duttile ed estremamente pratica e veloce nella somministrazione ed elaborazione, si è dimostrata sufficientemente attendibile e valida, consentendoci di ipotizzarne un utilizzo nella pratica clinica e in ambiti di ricerca.

SUMMARY: Introduction. There are a few specific instruments to measure the subjective perception of the damage caused by a stressor. The purpose of this study was to construct and validate a rapid self-assessment rating scale for the subjective measurement of perceived stress. Methods. The rating scale, VRS, is composed of 15 items; it divides stress assessment into five areas: anxiety, depression, somatization, aggressiveness, and social support. Following a pilot test, it was administered to a normative sample (N=100) and test-retest reliability was carried out with another sample (N=75). Content validity was supported by the correlation with the scales D, Pt, Hs, Pd, and Si of the "Minnesota Multiphasic Personality Inventory" (MMPI), in a sample of psychiatric patients (N=100). Concurrent validity was tested on 38 inpatients with recent acute myocardial infarction and 40 inpatients with orthopedic disorders. Results. Comparison between gender revealed significantly higher scores in females. Test-retest Pearson correlation coefficient was between r=0.7 and r=0.92 (p<0.0001). Correlations between VRS's clusters and MMPI's scales were significant and ranged from r=0.33 to r=0.61. Concerning content validity, analysis of both clusters and total scores showed significantly higher perceived stress in patients with myocardial infarction compared to controls. Conclusions. Taken together, these results provide evidence that VRS is a fairly reliable and valid instrument and it has the advantage of being easily and rapidly administered, in clinical and research contexts.

 

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