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PSYCHOMEDIA
FORMAZIONE PERMANENTE
Giornate di Studio



L’importanza della filosofia nella pratica clinica

Giornate di studio sulla "Teoria e prassi in psicoterapia".
Certosa di Pontignano (Siena) 12-13 maggio 2001




Nel 1905 si tenne a Roma il quinto Congresso internazionale di psicologia. Nello stesso anno la psicologia entra nell’accademia italiana con l’istituzione delle tre prime cattedre universitarie. Il congresso fu marcato da un duro attacco da parte di Benedetto Croce: lo psicologo deve decidersi se essere medico o filosofo, se interessarsi dello spirito o dei fenomeni empirici. Se De Sarlo risponderà che è la stessa realtà psichica a necessitare di un doppio approccio, Agostino Gemelli sarà per una separazione assoluta della psicologia e della filosofia. Anzi, la sua maggior remora nei confronti della psicoanalisi sarà per il suo oscillare fra le due discipline. La posizione di Gemelli avrà un peso nella sviluppo successivo della neonata disciplina e nella sempre maggior separazione fra psicologi-scienziati e filosofi-umanisti

Ma è inevitabile che molteplici sono i fili che possono unire filosofi e psicologi; e a Pontignano - nelle Giornate organizzate dal Centro ‘Il Sé’ di Siena col patrocinio dell’Università e del Comune della città - quest’anno si è parlato soprattutto della relazione fra la filosofia morale e la psicoterapia.

Gli organizzatori, I. D’amore e F. Torsellini, attraverso il testo distribuito ai congressisti e attraverso la relazione di apertura di Wilfredo Galliano, suggeriscono quanto, sempre più spesso, vi siano psicoterapeuti che cercano nella filosofia una base, o almeno un “appiglio”, per le loro teoria cliniche. La domanda è: quale peso hanno le filosofie (teoretiche o morali) nella formazione e nel lavoro di uno psicoterapeuta? E inoltre: la speculazione filosofica ha o ha avuto nella sua storia applicazioni o almeno risvolti terapeutici?

Alfredo Franchi con la sua relazione ci porta al centro della storia della filosofia. Si occupa del ruolo delle emozioni in filosofia e della speculazione filosofica che, in alcuni momenti importanti della sua storia, è stata declinata come coinvolgimento (e cambiamento) a livello emotivo. Se con lo stoicismo il coinvolgimento passionale del filosofo era visto come limitazione, nelle filosofie moderne riappare il filosofo come “uomo capace di meraviglia” quindi di coinvolgimento emotivo con il mondo. In questo sarebbe da cercare un rapporto con la psicoterapia, tecnica emotiva per eccellenza.

La relazione di Chris Mace è una comparazione a-storica e “a volo d’uccello” di tre scuole filosofiche dell’età ellenistica (peripatetica, stoica ed epicurea) e tre modalità di formazione in psicoterapia nell’Inghilterra contemporanea (istituzionale, universitaria e indipendente). L’idea di fondo è che la pratica filosofica ellenistica, cosí come la psicoterapia attuale, fosse tesa non solo alla speculazione ma anche al cambiamento dei discepoli, che non intraprendono solo un cammino conoscitivo bensì un cammino “morale” attraverso il quale imparano a “vivere” e a regolare le proprie emozioni secondo la ideologia di appartenenza.

Mauro Fornaro si occupa della relazione fra psicoterapia (psicoanalitica) ed etica. A partire da un’analisi di come i concetti di “persona” e “sé” sono stati usati nella ricerca psicoanalitica, si sposta verso i fondamenti etici della psicoterapia. Un’ idea di persona e di moralità (nel senso di “responsabilità”) è ben presente nella genesi della teoria psicoanalitica (analizza in particolare il Freud degli Studi sull’isteria). Sostegno empatico, rispetto incondizionato della persona, amore per la vita, sono scelte etiche che hanno la loro genesi in una filosofia morale implicitamente assunta.

Il dibattito è proseguito sul tenore degli interventi. La filosofia a cui i relatori tutti si sono riferiti è una filosofia morale normativa che, unita ad una assenza della dimensione storico diacronica, ha permesso di non toccare questioni di genesi della morale ma di fermarsi al “qui ed ora” della urgenza clinica. E sembra che la filosofia possa davvero essere un valido aiuto agli psicoterapeuti, le cui domande sono in fondo le stesse dei filosofi e di tutti gli uomini, sia di chi legge Spinoza che di chi parla di sè a qualcuno. Croce questo l’aveva intuito e ciò che rimproverava alla psicologia era essenzialmente di rispondere a queste domande, inutilmente, con i metodi delle scienze naturali. Nell’ottica di Gemelli a queste domande “fondamentali” non era la psicologia ma la Chiesa a dover dare risposte, dovendosi la psicologia limitare ad una “psicotecnica”. Ma la psicoterapia (specie quella orientata psicoanaliticamente) è altra cosa dalla psicotecnica idealizzata dal “machiavelli di Dio”. E questo convegno ha aiutato ad affermarlo, in controtendenza rispetto ai processi di “scientifizzazione” e “disumanazione” prevalenti nella contemporanea evidence based medicine (and psychotherapy).

Dr. Cristiano Martello


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