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PSYCHOMEDIA
MEMORIA E (TELE)COMUNICAZIONE
Telematica



Psicoanalisi in/e Internet

di Robert M.Young

(articolo tradotto da Pierluigi Orlando)



Come è indicato dal mio titolo, voglio parlare della rilevanza di Internet per la psicoanalisi e fare alcuni commenti analitici sui suoi processi di funzionamento. Ad un livello più immediato si possono inserire i forums via e-mail (chiamati anche liste, simposi o conferenze) che concernono argomenti di psicoanalisi, psicoterapia, consulenza, terapia di gruppo, psicoanalisi delle organizzazioni e inoltre studi psicologici sull'arte, studi culturali, aspetti dell'immaginario sociale, prendendo in considerazione ogni tipologia di disordine mentale, come i disordini alimentari, i traumi e le depressioni, disturbi ed abusi sessuali. Vi sono infatti dei forums che si interessano di qualsiasi argomento può venirvi in mente, e se non è presente potete tranquillamente introdurne uno. Dispongo di un elenco di liste contenente circa 8000 indirizzi nei quali sono indicati indirizzi di forum e conferenze. Vi sono altri elenchi che non ho ancora visto, anche se ho scoperto recentemente un sito attraverso il quale è possibile fare delle ricerche attraverso 24000 liste nelle quali trovare ciò che più interessa.

Ho fondato due liste e collaboro con un'altra. Una ha il titolo "Psychoanalisis and Public Sphere" che è annuale, conta circa 240 iscritti ed è designata a raccogliere i nostri dibattiti nel corso dell'anno, inoltre rende disponibile anche un ricettacolo dei nostri lavori e uno spazio adibito per la discussione su questi lavori o su altri che chi è interessato agli argomenti trattati (generalmente su temi psicoanalitici) può eventualmente inviare e rendere disponibili per la discussione. C'è anche un indirizzo nel quale possono essere inviati articoli, per Free Association, che saranno poi oggetto di commenti costruttivi prima di una eventuale revisione e in seguito pubblicazione sul giornale. E' presente una seconda lista parallela per un altro giornale del quale sono editore "Science as Culture". Questa lista ha attratto più di 300 persone che si sono iscritte immediatamente dopo la prima settimana che la rivista fu on line all'inizio di Novembre. Il relativo forum si chiama "Psychoanalitic Studies" ed conta circa 200 iscritti. Si occupa di discussioni sulle scuole psicoanalitiche e sui diversi approcci psicodinamici. Il suo elemento costituente è rappresentato dalle persone che si occupano della dozzina, e forse più, di corsi accademici e studi psicoanalitici che sono spuntati fuori dal primo a Kent del 1988. Il forum è impegnato anche a fornire informazioni e materiale didattico per le comunità di studenti interessati ad argomenti psicoanalitici. E' inoltre associato con un nuovo giornale dello stesso nome il quale uscirà sia in formato elettronico che su carta. Ho già costituito un gruppo editoriale di eccellenti studenti - anche se uno di loro era così indisciplinato che fui costretto a mandarlo via.

Riguardo questi temi, Internet presenta centinaia di forum, giornali elettronici e siti Web di grande interesse per coloro che si occupano di scienze umanistiche e di professioni di aiuto. Vi sono liste per ogni ambito culturale, praticamente, ogni filosofo o corrente filosofica, per esempio la Scuola di Francoforte, il femminismo francese, il Postmodernismo ecc. I siti Web si propongono di divulgare conoscenza e dibattere su temi specifici, con il costo di una semplice telefonata urbana. Potete trovare praticamente di tutto, cercare fra bibliografie e banche dati in ogni parte del mondo e spesso trovare le opere dei piccoli e grandi autori gratuitamente. Quest'ultima caratteristica è ricorrente. Aumentano infatti le persone che diffondono i propri scritti in rete. Io ho circa 40 articoli nel mio sito Web, lo stesso numero di reading list sui diversi orientamenti della teoria psicoanalitica. Le persone si collegano con il sito, aprono l'elenco dei lavori disponibili, cliccano su un item e l'articolo o una lista di articoli, immediatamente appare sullo schermo del loro computer. Tutto questo materiale possono leggerlo, stamparlo, o dargli semplicemente uno sguardo. Se digitate sul motore di ricerca le parole, psicoanalisi, cinema, oppure Barry Richards, o Gordon Laurence, la risposta potrà essere o che non è stato trovato nulla o che ci sono 4000 voci, "desideri vedere le prime dieci?".

Potrei proseguire ancora. Per esempio in aggiunta ai forum e ai siti Web di cui ho parlato in precedenza, sono presenti gruppi di supporto per ogni forma di malattia o disturbo si possa immaginare, come gruppi per genitori con figli leucemici, o per famiglie in cui sono presenti soggetti con abuso di sostanze alcoliche o stupefacenti, e vari gruppi che si occupano di diverse tipologie di invalidità. Ma oltre a questo sono note le bacheche elettroniche verso le quali è possibile indirizzare i propri desideri sessuali, pensieri e fantasie (ho già fatto menzione in questo articolo a forums sui disturbi sessuali, bisogni sessuali e discussioni sulla sessualità in genere).

Quando vi iscrivete o visitate qualcuno di questi siti, non avete alcun obbligo a parteciparvi attivamente. Le bacheche elettroniche contengono i tabulati degli interventi che sono disponibili e li potete aprire se vi interessano. Ciò che è inviato al forum è visibile a tutti gli iscritti, ma potete ignorarlo, cancellarlo, oppure potete ricevere i riassunti delle riviste. Molti membri dei forum non amano partecipare alle discussioni. Per questo vengono chiamati "lurkers". Non è quindi necessario aprire le lettere "posting". Potete archiviarle o cancellarle. Ho salvato alcune discussioni (chiamate strings) per farne un esame accurato in seguito. Al momento dispongo di alcuni files chiamati "umanesimo", "sessualità", prime esperienze, postmodernismo, identificazione proiettiva, Lacan, Scuola di Francoforte, psicoanalisi, psicoanalisi (esclusivamente membri IPA), psicoterapia. E' facile ottenere un software che filtrerà il materiale informativo ordinandolo all'interno di files consentendo di cercare gli argomenti che più interessano. E' un po' come ricevere un "clipping service" con le caratteristiche di rendere possibile un dialogo con l'autore del lavoro che vi interessa.

All'inizio del prossimo mese condurrò alcuni seminari sulla teoria psicoanalitica a persone che si troveranno sì nella stessa classe psicoanalitica, ma in realtà seduti di fronte al loro MAC o PC in varie parti del mondo. Vi sono altri corsi in psicofarmacologia, ecc., offerti dal Group for the Advancement Professional Development, del quale io sono uno dei membri. Ci sono già degli incontri elettronici di psicoterapisti ogni giovedì pomeriggio. Molto presto questi saranno supportati dal contatto visivo (l'equipaggiamento si chiama "see you-see me" e costa 100). All'inizio del prossimo autunno, tre dei programmi MA saranno disponibili per l'insegnamento a distanza (in versione sia su carta e in seguito, tra un anno, in una versione elettronica): Studi Psicoanalitici, Psichiatria, Filosofia e Società e Studi sulla Disabilità. Questo significa che psichiatri e infermieri addetti al settore psichiatrico, persone disabili o chiunque sia interessato può partecipare a questi programmi di studio senza dover essere fisicamente a Sheffield. Persone che per impegni professionali o familiari (o entrambi) non possono essere presenti per seguire il corso, possono però guadagnarsi il titolo di studio allo stesso modo con il quale avrebbero potuto in una Università o seguendo programmi simili (Herriot-Watt University offre un master in Business il quale è seguito da 12000 studenti.). In rete sono presenti circa 875 istituzioni che si occupano di specializzazioni e corsi superiori a distanza con relativi titoli di studio, vi è inoltre un forum per discutere su questa possibile alternativa di studio.

Internet perciò rende la comunicazione molto, molto più facile e immediata. Questo centro, insieme con altre università, si sta impegnando ad offrire dottorati a distanza. Gli studenti verranno a Sheffield per tre corsi all'anno e nel fine settimana. Si potrebbe affermare che vere e proprie università virtuali saranno in linea molto presto, impegnando eminenti scolari e insegnanti che non necessiteranno di trovarsi in un alcun luogo specifico. La facoltà, come gli studenti, potrà essere dispersa e diffusa.

Mi rendo conto che molti di voi saranno eccitati da quello che sto dicendo, qualcuno sarà atterrito, qualcun'altro percepirà entrambe le sensazioni. Personalmente sono più eccitato che atterrito. Ero un fobico dei computer fino a tre anni fa. Accesi l'Amstrad; chiese tempo, stavo sbagliando, vagabondai per qualche mese prima di ripetere l'umiliazione. Perciò accrebbe l'ansia, infine riuscii a scrivere la maggior parte di un libro attraverso di esso. Ma quando Joe Berke mi consigliò di procurarmi un Mac, la mia vita e la mia produttività si trasformarono. Puntare e cliccare, "replace all, xq back slash asterix", digitavo dei comandi che non sarei mai riuscito a conoscere in altro modo. Microsoft Word ti permette di modificare e muovere delle parti scritte e molte altre cose ancora con grande facilità e destrezza. Divenni un esperto di microprocessori, scrittore, corrispondente, list-maker e dispensatore di informazioni. In seguito ebbi un guaio, che sentii letteralmente come un colpo. Persi molti dati di cui la gran parte non fu recuperata. Fu terribile. Sebbene sia passato più di un anno non ho ancora recuperato tutto il materiale. Da quella volta ho comprato dei software i quali rimemorizzano i dati ogni due giorni.

Il passo successivo è la gestione di una e-mail. Prima di tutto è necessario un modem. Gestire una linea richiede tempo, mesi, in particolare perché avevo poco tempo soprattutto per inserirmi in una "help line". Inoltre non potevo avere i fax attraverso il mio computer per lavorare. Non avevo idea su come si usasse l'e-mail, ancora di meno all'interno del World Wide Web. Tutta la mia attuale conoscenza richiese mesi di tentativi ripetuti ed errori. Ora tutto è più facile, anche se ancora si creano delle difficoltà per le quali chiedo consiglio o ad una help-line o ad un amico (Mark Alexander). Se non avete il lusso di un collegamento attraverso l'università e siete in linea da casa, dovete essere preparati a perseverare anche a costo di fare continuamente delle domande stupide. Non sono una persona tecnicamente esperta, ma certamente non un ignorante, ho attraversato ostacoli e goduto di grandi benefici per mezzo del mio Mac, del mio modem, l'e-mail, e WWW.

Attraverso questi strumenti sono in contatto con persone e colleghi di ogni parte del mondo. I partecipanti di uno dei miei forum provengono da 29 paesi, anche se per lo più degli USA e della Gran Bretagna. Tengo dei rapporti anche con dei gruppi di discussione con i quali preferirei avere una modalità di relazione diversa soprattutto se si trattano argomenti come l'efficacia di varie forme di terapia, oppure l'importanza dei genitori durante le prime fasi di vita del bambino (di un argomento del genere non avrei pensato di parlarne tre mesi fa). Sono in rapporto anche con persone profonde oltre che rispettabili e riflessive, alle quali tengo moltissimo. Sono stato aiutato ed ho aiutato dozzine, forse centinaia di persone. Ho guadagnato nuovi contatti e potenziali studenti per questo centro e nuovi lettori per i giornali che produco e ho promosso, per Process Press, per Klenian Psychoanalisis, per il costruttivismo sociale, per tentare di costruire un mondo migliore. Io faccio parte di una comunità di persone curiose, generose ed amichevoli, che attraversano un vasto campo di discipline e orientamenti. Anche tu puoi farne parte.

Torniamo ora a parlare della relazione tra psicoanalisi e Internet. Sherry Turkle ha scritto un libro nel 1984 intitolato "Il secondo Sé". Solo in un secondo tempo sono riuscito a comprendere quel titolo, è vero infatti che il mio computer è come una versione di me, un vero sé. Senza di esso sono perso, sono fuori dal mondo. Quando si guasta, come ho già fatto notare, è come ricevere un duro colpo. Con esso mi arricchisco nella comunicazione e nella conoscenza. Si approssima ad un essere onnisciente, nel senso che può fornirmi in pochi secondi così tante informazioni e così tanti contatti e relazioni, senza contare l'enorme quantità di database e bibliografie. Soffro di sintomi di ritorno quando lo spengo (e vengo fuori da quel mondo). L'ho utilizzato per settimane durante l'estate, quando mi trovavo a New York e durante la vacanza a Sheffield e così andò avanti per ogni Venerdì fino alla fine di quel periodo di ferie. E' però importante fare una distinzione tra il computer ed Internet. La Turkle ha scritto sul computer prima che Internet coinvolgesse una così vasta popolazione di utenti. Posso testimoniare che il computer in quanto tale ha modificato enormemente la mia vita. Per esempio, ha trasformato il mio caotico sistema di archiviazione in una struttura ordinata e precisa. Ha anche permesso di incrementare la mia produttività, e mi ha aiutato ad ordinare la mia corrispondenza. Entrare in Internet tuttavia, ci porta in un nuovo mondo con nuove dimensioni -- quelle che ora voglio esaminare (ho saputo che Sherry Turkle è andata avanti con i suoi studi ed ha scritto un libro anche su Internet).

Ci sono anche molte cose squallide da raccontare sulle diverse forme di comunicazione in Internet, alcune delle quali ho avuto esperienza diretta, altre che ho conosciuto leggendo dei libri. N. Holland (1995), il moderatore di un interessante forum "Psychological Study of The Arts", ha fatto riferimento in proposito alla regressione in Internet. Le persone in Internet sono più immediatamente intime fra loro, più sboccate e incontrollate. Vi sono scambi di messaggi chiamati "flames" nei quali le persone dicono cose che non direbbero utilizzando altri mezzi di comunicazione. Le "flames" in alcuni casi consistono nel mandare (verso l'offender) una grande quantità di messaggi offensivi in modo da sommergere il computer verso il quale sono diretti. Questo è un modo per punire chiunque avesse rotto quella che viene chiamata la "netiquette" della posta commerciale. Qualche volta possono scaturire scambi aggressivi e violenti fuori da ogni norma ed etichetta. Mi collegai ad un forum sulla Filosofia e la Letteratura. Immediatamente ci fu una domanda su come si manifestasse il male. Per rispondere proposi una citazione da quello che Melanie Klein chiamava "il prototipo aggressivo delle relazioni oggettuali". Venne fuori un messaggio da Toronto da parte di un direttore del museo delle scienze: "Gee, babbo, uno psicoanalista. Non sapevo ce ne fossero ancora in circolazione. Posso toccarlo? Diventerà mio amico, si dedicherà alla cocaina? E così per tutto il suo lungo messaggio. In un sottile scambio successivo il fiflosofo di Harward, Willard Quine, fu più succinto: "Doo doo su Quine". Alla fine inviai un commento su una conversazione immaginaria, colta di sfuggita in un angolo della grande rete: "Lasciamo parlare le idee". "Giusto: Platone". "Naa, babbo". "Freud. Naa, avanzo". "Quine doo doo su Quine". "Okay, c'è abbastanza cultura per oggi, andiamo a prenderci una birra". La cosa più interessante in questa storia, a parte il fatto che ho visto tutte le citazioni, è che la soglia alla quale ci approssimiamo è bassa, e presto filistei, bigotti e ignoranti invaderanno i forum aperti.

Ma che ammirabili autodidatti. Voglio citare parte di una lettera che ricevetti la scorsa settimana. Ero in corrispondenza con Herriet Meek, che aveva letto della conferenza sulle psicosi a Colchester questo Settembre e mandò un lavoro eventualmente da considerare nel piano della commissione. Gli demmo occhiata e la invitammo a dare una versione di questo scritto da utilizzare per la conferenza. Mi parlò inoltre di un gruppo e delle sue dinamiche sulla rete menzionandomi un iscritto che ha commentato positivamente i miei lavori. Gli scrissi e gli chiesi chi fosse. Mi rispose "Harriet ed io facciamo parte del NetDynam, un gruppo attento alle dinamiche e alle interazioni nelle listserv. Lei è stata trascinata da me nel mondo di Bion, Klein e nella psicologia Freudiana. Non appena ho saputo di te mi sono immediatamente collegato alla tua pagina Web e mi sono impossessato di alcuni tuoi lavori. Lessi 'L'identificazione proiettiva benigna e virulenta nei gruppi e nelle istituzioni', 'Spazio mentale nelle relazioni di gruppo', e 'Carattere e Moralità'. Tutti e tre erano scritti deliziosamente e cercai di trovare una sorta di collegamento o relazione tra Bion, Klein e i gruppi con le numerose prospettive non psicologiche delle dinamiche interpersonali. Intendo tornare sulla tua pagina ancora molte volte, e in particolar modo vorrei sapere cosa hai da dirmi su Darwin".

Continuò, "Non so cosa dire su di me. Faccio il magazziniere a Portland, nell'Oregon. Sono un alcolizzato al suo quinto anno di sobrietà. In passato ho fatto il fumettista, l'insegnante, il libraio e persino l'avvocato, tutte professioni per le quali non ero bravo e in alcuni casi dalle quali sono stato scacciato. Ora provo a focalizzare le mie attività nella manipolazione di cose piuttosto che di persone, e di conseguenza tutti sono più felici di questo fatto. Mi affanno a girare in Internet fra gruppi di discussione, un impegno sereno e piacevole, e ho una confortevole casa e una famiglia affettuosa a Portland". Questo riempì la mia giornata. Il muro tra l'accademia e le comunità più vaste semplicemente svanisce, lungo le barriere della distanza.

Riguardo un aspetto non proprio positivo della rete possiamo fare riferimento ad una citazione offerta dal professor Holland. Un giornalista che aveva scritto cose amichevoli su Bill Gates, il presidente della Microsoft, ricevette questo da un collega giornalista: " Desidero Questo, Culo rotto: Ascolta leccaculo, stronzo, rifiuto umano ... leva la tua testa dal tuo retto abbastanza per guardarti intorno e osservare che i veri giornalisti non si mostrano servili verso i loro soggetti (intervistati), fingendo che i propri soggetti siano realizzati attraverso una sorta di contatto speciale con essi, o peggio accattivarsi il favore dei soggetti (intervistati) attraverso un profilo da leccaculo come quello che ne è uscito fuori, e in seguito vantarsi prima ancora di pubblicarlo. Avanti su segui l'esempio di Tina [la sdegnata nuova editrice del New Yorker, giornale nel quale è apparso l'articolo offensivo] e parlale della rivista che sta rapidamente per trasformare. Un buon verme merita un altro verme" (L'ultima frase è una minaccia di mandare un virus nel suo computer.) (Citato in Holland, 1995, pp. 1-2). Questa è la conclusione di un lungo "Flame" tra due persone che apparentemente discutevano di dinamiche nella rete. (Le persone spesso riproducono i messaggi corrispondenti -- i quali sono indicati dal segno > -- e aggiungono i loro commenti.)

"> e il piano è ora di tutti voi senza un ulteriore rifiuto da >me ..." "Mi dispiace sei fatto. E' bello conoscere un tale egocentrico, pomposo, arrogante, il culo di cavallo non avrà l'ultima parola."

In alcuni casi questi discorsi proseguono per lungo tempo; vengono chiamati "guerra di fuoco" (flame war). Ne ho osservate un paio. E' un fenomeno molto temuto, infatti le istruzioni che si mandano quando si partecipa ad un forum, molto spesso hanno il preciso fine di evitare "flame war". Qualche volta è necessario espellere delle persone dal forum (il che può generare un'altra flame war contro la censura che a sua volta può portare il leader del forum ad istituire delle nuove iscrizioni). Ho sentito parlare di liste che sono state chiuse per fenomeni di questo genere. Allora si parla di "spamming", il modo comune con il quale si invia posta di carattere commerciale alle liste. Di solito questa eventualità viene prevenuta creando delle liste chiuse delle quali solo gli iscritti possono usufruirne, e il leader del forum possiede un codice per aggiungere o rimuovere iscritti. E' ovvio che questi fenomeni di gruppo richiamano alla mente il concetto Bioniano di assunto di base: attacco-fuga, qualcosa che nessuno ha mai fatto prima, così lontano per essere conosciuto. D'altro canto, come ho già detto, c'è ora un nuovo forum sulle dinamiche di rete che ho recentemente preparato che tratterà questi argomenti. Penso che una spiegazione per la regressione in Internet sia riconducibile al fatto che la comunicazione è così immediata che si può reagire senza aspettare e ponderare una relativa risposta alle lettere telematiche ricevute. C'è inoltre un altro importante elemento, l'assenza di traccia. Vi sono delle sfumature nelle diverse tipologie di comunicazione, come per esempio la modulazione del tono, della voce, nel caso del telefono. Tanto per cominciare per telefono, l'altra persona può interrompere o mettere giù la cornetta lasciandoti un continuo suono ridondante. In rete si può avere il vantaggio di una comunicazione quasi immediata, ma senza tutti quei segnali sulla tonalità che vengono coinvogliati inevitabilmente nella mente del vostro interlocutore. E nemmeno possono, lui o lei che siano, riattaccarti in faccia, sebbene suppongo possono accantonare i tuoi prossimi messaggi senza aprire la posta. La curiosità rende queste cose spiacevoli. E' stato fatto un tentativo per superare queste limitazioni con un nuovo linguaggio chiamato "smileys", per mezzo del quale la tastiera è usata per fare semplici figure trasmettendo le sensazioni di chi scrive, come i sorrisi, l'ironia, la tristezza, il dispiacere e così via. Questi sono alcuni esempi:

:-) Sorriso                                  :'-) Piangere per gioia    
;-) Occhiolino                               :-> Sarcastico
:-( Triste                                   <:-> Maligno
:-& Bocca cucita                             0:-) Angelico 
:-S Incoerenza                               < G > Sogghignare 
:-D Sorridere                                < J > Divertirsi
:-0 Silenzio                                 < L > Ridere  
:-@ Urlare                                   < S > Sorridere
:-P Sporgere la lingua                       :'-( Piangere
--<--@ Una rosa                              12X--<--@ Una dozzina di rose

E' tutto affascinante, anche se non sono sicuro su quanto venga percepito come una cosa necessaria e quando i romanzieri intenderanno raccontare le loro storie utilizzando queste sfumature comunicative, certamente alcuni "netters" approfondiranno queste tecniche novellistiche.

Alcune persone valutano positivamente l'assenza della visione, della possibilità di udire, e inoltre la relativa anonimità della comunicazione. Due giorni fa lessi la seguente difesa delle modalità comunicative in rete: "Per me un grande piacere che trovo in Internet è la possibilità di scegliere e di avere il controllo su chi o che cosa vedere/leggere. Perchédovrei rivelare l'educazione, gli hobbies, creare un involucro nel quale riempirci me stesso. Faccio f2f tutto il tempo. Sono felice di guardare come sono e come vengo compreso elettronicamente. Mi piace usare una frase come 'sig. to reveal'. Mi spaventai in un primo momento quando un amico di rete mi invitò ad un f2f meeting. Mi sembrava di negare l'autenticità di quello che avevamo creato, non di valorizzarlo...."

Un altro aspetto inusuale nelle dinamiche di rete che ho personalmente sperimentato riguarda la grande crescita di argomenti e temi inerenti la sessualità, chiaramente ciò non è percepibile in una in una comunicazione a 2 fra intellettuali (è noto infatti che vi sono molti luoghi in nei quali si moltiplicano chat lines e bacheche elettroniche per ogni immaginabile tendenza sessuale, gusto e feticismo). Holland sottolinea l'alta incidenza di molestie sessuali in rete. Persone che fanno esplicite proposte sessuali a donne che non conoscono, e per di più in forum nei quali, senza esagerare, appaiono decisamente inappropriate. L'autore racconta di un uomo che temporaneamente cambiò il suo nome con quello di una donna, ricevendo una grande quantità di messaggi sporchi, e quando si decise di ritornare al suo vero nome e alla sua vera identità, questi messaggi non si ripresentarono. Coloro che lo avevano molestato e conosciuto, non appena cambiò il suo nome ritornando alla sua vera identità gli riscrissero facendo finta di nulla, come se nulla fosse successo.

Ho detto di aver rilevato come questo fenomeno sia di vasta portata. Non ho partecipato ad espliciti scambi telematici di carattere sessuale, ma alcune donne che avevo solo "incontrato" e per giunta solo in rete mi hanno scritto in termini molto personali sulla loro vita, i loro sentimenti, insicurezze, bisogni e progetti. Mi sono reso conto che anch'io rispondevo con la stessa intimità. Una possibile spiegazione è che ci si trova da soli quando si è collegati, magari nel proprio studio, in un luogo sicuro, in uno spazio di intimità. Ci sono solo il monitor e la tastiera nella stanza. Senza il bisogno di buste e indirizzi e francobolli, e nemmeno di andare a prendere la propria posta nella cassetta delle lettere, quello che viene comunicato va direttamente nella mente di chi comunica. Le inibizioni si dissolvono, mentre si fantasticano idealizzazioni (e fantasie negative) che con grande facilità entrano nella mente. Una persona mi scrisse per così tanto tempo, con modi così intimi ed forse anche indiscreti che mi chiese di poter venire dall'America per lavorare con me.

Si potrebbe pensare che l'importanza di queste relazioni via e-mail sia, così solo per parlare, e quindi limitata ad una modalità di relazione solo scritta, in realtà mi capitò questa estate qualcosa che mostra qualcos'altro. In primavera entrai in contatto con un consorzio che regolava 50 forum sulla salute mentale chiamato "Inter-Psych". Venni a sapere che la persona che lo aveva fondato proveniva dall'università di Sheffield perciò gli scrissi suggerendogli di incontrarci. Mi disse di essere uno studente anziano fuori corso di 35 anni. Era amichevole e mi dava consigli confidenze più di quanto avessimo mai fatto in rete io e gli altri miei colleghi. Qualche mese più tardi seppi che Inter-Psych era in agitazione a causa della posizione di qualcuno che era entrato come amministratore volontario e che si fece avanti per controllare il server. Il mio nuovo amico-studente stava tentando di fermarlo ed eventualmente istituire una votazione per cacciare l'usurpatore. Quelli che persero il voto fecero una mossa ingegnosa, minacciando l'intera organizzazione. Fu suggerito di far incontrare le persone interessate a New York, dove era presente molta gente per la conferenza annuale dell'American Psychological Association. Il mio amico-studente in un incontro riservato faccia a faccia (sebbene non si tenesse in rete) si avvicinò a me e mi chiese di accompagnarlo a quel summit.

Cosa successe in quel luogo non è la parte importante della mia storia, ci fu un confronto nel quale ho giocato il ruolo che tanto mi piace, i buoni vinsero e l'organizzazione tornò sotto il controllo dei leaders del forum. L'aspetto rilevante di questa vicenda, invece, è che da quel giorno io sono stato la sola persona associata con Inter-Psych che abbia incontrato il suo fondatore, e quasi nessun leader di forum o bacheche elettroniche ne ha incontrato uno fino a quel punto. Effettivamente, alla presidenza della convenzione costituzionale c'era una professoressa dell'Alaska la quale non ha mai incontrato nessuno di noi. Tuttavia, quando ci incontrammo nell'ospitale suite dello Sheraton come eravamo soliti fare, vennero fuori abbracci e lacrime e forti sentimenti. Più recentemente incontrai un altro membro di quella bacheca elettronica -- uno psicologo ricercatore di Oxford -- che era stata una figura centrale nel conflitto menzionato prima. Pranzammo insieme, fu un incontro piacevole; sono la sola persona IP che egli abbia mai incontrato. La cosa importante di tutta questa vicenda è che i forti legami che si sono venuti a creare in rete si sono confermati e rafforzati negli incontri di persona. D'altro canto, una persona coinvolta in queste discussioni può immediatamente arrivare a determinate conclusioni su un altra: "Dal mio contatto iniziale via e-mail con lui, ho percepito una strana sensazione, come di comunicare con un "infobot" piuttosto che con una persona (lo pensai dopo aver ricevuto da lui una comunicazione particolarmente diretta, 'Questo ragazzo vorrebbe farsi bocciare ad un Turing test'). . .Mi chiesi se avesse qualche problema di tipo schizofrenico". Andò avanti a parlare sulle ambizioni di quella persona nella rete e concluse: "Io posso essere grande una volta, ma penso che lui mi superi di gran lunga". (In caso non sappiate cosa sia un Turing test, esso serve per far distinguere se si comunica con un computer o con una persona.)

Tutto ciò mi ha portato a considerare alcuni aspetti dolorosi della rete. Si sente molto parlare di "nerds" e "anorak" e dell'entusiasmo per la rete come c'era stato in passato per la posta ferroviaria. Penso ci sia qualcosa di vero. In particolare ritengo che insieme con i vantaggi di accesso e di basso costo, vi sia per molti il vantaggio della comunicazione senza lo sguardo. Per evitare che si pensi che io abbia dimenticato la mia età cercando di non esprimermi in forme retoriche che sono alla base dei miei studi sulla cultura in generale e sul femminismo, vi rassicurerò, ciò a cui mi sto riferendo è un aspetto di quello che proprio ora sto facendo, cioè scrivere con il computer. Questo modo di comunicare, mi sembra sia una attrattiva peculiare per coloro che separano la propria componente affettiva da quella intellettuale ed immaginativa, per esempio le persone con atteggiamenti maniacali. Si possono costruire grandi castelli nel Ciberspazio senza la refrattarietà di qualche forma di realtà concreta (o anche economica) e quindi disturbante. Per di più se si vogliono condividere delle fantasie con altre persone, è possibile anche coinvolgerle in "progetti di successo". Come questo, costituire un rivista o fare consulenze per affari e vendite di vario genere, oppure supervisioni, o istituire dei forum per una rete, e se le persone si divertono e comprano tutto ciò, non c'è da stupirsi perchéè reale. La cosa che distingue questo dal mondo degli affari e dalla mondanità è che gli acquisti in rete si fanno limitando il parlare diretto, una volta che si ha il computer, un modem, un software (di solito gratuito), una connessione in rete e l'occorrente per pagare la propria bolletta telefonica. (Dovrei ricordare che in America le telefonate locali sono gratuite, perciò il tempo in linea è illimitato). Penso che questo modo di fare acquisti generi fantasie per coloro che sono infermi rendendogli più agevoli gli incontri con gli altri.

Non voglio che pensiate che io abbia approfondito a lungo l'analisi delle dinamiche di rete. Ci sono problemi concernenti la struttura ed i confini che non abbiamo neppure iniziato a comprendere. Ci si può muovere in un luogo a volte vasto e grandioso, a volte claustrofobico, tra agorafobia e la sfera intima degli oggetti transizionali. C'è anche il fenomeno della dipendenza dalla rete -- e non è un paradosso. Si parla di qualcosa di reale. Penso di soffrirne in forma leggera. Continuo a dire che non succede nulla di interessante in un giorno nella rete, ma allo stesso tempo vi passo tutto il tempo che ho a disposizione. Spero e credo che questo atteggiamento scomparirà, ma ancora non vedo alcun segno di questo cambiamento. Mi sono ricordato del primo apparecchio televisivo, un oggetto duraturo, eravamo stati gli ultimi tra i parenti dei miei genitori ad acquistarlo. In quel periodo andavo a scuola e non potevo smettere di meravigliarmi all'idea di vedere gratuitamente dei film. Ancora non posso crederci. Dovreste vedere la mia collezione di videocassette (o quella di cassette audio).

La sola sensazione che mi viene in mente pensando al mio caso è che c'è qualche particolare forma di ordine nella rete, mentre nel mio studio è pieno di scatole in disordine, regna la confusione. Un aumento di fatica porta e sentire (probabilmente irrealisticamente) che c'è anche un aumento delle difficoltà da affrontare. Si ha inoltre la sensazione di comunicare effettivamente con centinaia, in alcuni casi con migliaia, di persone contemporaneamente. Quando invio un annuncio di una nuova uscita di un giornale o una conferenza o qualsiasi cosa eccitante, posso fare in modo che centinaia di persone, compresi tutti i gruppi di cui faccio parte o abbia accesso, ricevano un mio messaggio. E' nell'attività di editore che la rete apporta i maggiori benefici (economici), pensando che ora si possono fare le stesse cose ad un costo decisamente inferiore, tutto ciò è delizioso. Mettere i miei scritti in un sito Web li rende disponibili ad un grande numero di persone, allo stesso tempo rende possibile a loro di risponderti direttamente. Quelli che apprezzano maggiormente sembrano avere una minore abilità di scrittura rispetto alle persone che leggono giornali colti o libri. E' immediato trarne una conclusione. Non importa a nessuno di parlare in prima persona, con il proprio nome. Un pensiero immediato emerge in tutte quelle persone. Esso è largamente diffuso ma effimero a tal punto da non indurre alcuna reazione interna, quindi senza preoccupazioni che le proprie idee possano apparire stupide o, da un punto di vista più pratico, sul lungo periodo d'attesa per la prova di stampa e la pubblicazione.

L'altra faccia della medaglia è che molte persone sono terribilmente sviate dall'idea di Internet. Ricordo degli amici che affermavano, riguardo Internet, di trovarsi come in un luogo pericoloso all'interno di un gorgo avvolgente, qualcosa di paragonabile ad una versione ingigantita di un gruppo largo, o alle relazioni presenti tra le persone che partecipano ad una conferenza, sulle quali Pierre Turquet srisse il suo lavoro "Minacce all'identità nel gruppo allargato". Si può avere la sensazione di fare un salto in un oceano, disintegrandosi in una non-persona, uno fra trenta milioni (tre milioni nella sola Gran Bretagna), in crescente aumento, circa il 12 % ogni mese. Per qualcuno il fenomeno diventerà inconsistente (fobici della rete e del computer, "lurkers") per altri come me c'è il tentativo di circondarsi completamente di questo mondo. Mi è capitato di sentire alcune persone che, lontane da una percezione comunitaria del fenomeno internet, affermavano di non poter tollerare il fatto che così tante persone potevano avere accesso al proprio computer (= testa). In previsione una cosa è certa, si verrà sommersi. Non sono quel tipo di persona, ma vi dirò che prima di avere una versione del programma di posta elettronica con i quali poter classificare i messaggi con i filtri, avevo più di 12000 messaggi non letti e nemmeno classificati, con la prospettiva di eliminarli (Non siamo buoni in questo senso nella famiglia Young. Mia sorella era una "acchiappatopi"; io sono sicuramente un abitante di quel luogo chiamato disordine) o aprirli ed inserirli in un file uno ad uno, una procedura che mi occupa circa venti secondi per ognuno (66 ore di lavoro). Ora questi messaggi si trovano dove avevo deciso di inserirli, ma darne un ordine preciso a 12000 fu una cosa impossibile. Ho colleghi ed amici che non ne potevano più di sentire quella storia. La verità è che si sta insinuando di nuovo lo stesso problema in quanto rimangono circa 8000 messaggi presenti nel vecchio file e altri 2000 su uno nuovo, ma so che ora posso ordinarli o scartarli in breve tempo grazie al mio Eudora-Pro.

E' presente quindi una particolare forma di tecnofobia. Non penso a me come ad una persona abile tecnicamente. Ho sempre avuto da fare ed ho chiesto varie volte una mano per come lavorare meglio con il mio Mac o in rete. Ma ho imparato a perseverare. Molte persone sono state pazienti con me, e perciò sono diventato abile nell'uso di alcune cose. Di altre cose non mi sono mai interessato, per esempio le bacheche elettroniche, i moos, i movie clips. Si potrebbe dire che c'è una separazione, un limite tra chi è in grado di programmare un videoregistratore e chi no. Io faccio parte di quelli che lo sanno fare, ma sono incapace a guidare la mia moto, molto meno ancora nella programmazione di un computer o nel seguire le istruzioni di un software. Dovrei aggiungere che questo è abbastanza comune, e i libri di istruzioni ne tengono conto, e inoltre molti programmi hanno degli "Help files" senza dimenticare che ci sono a disposizione anche delle "Hepl-lines" telefoniche. Dunque si può constatare una generosità rimarchevole in rete, specialmente da parte delle persone che creano il software, le quali forniscono solitamente il loro indirizzo di posta elettronica invitando coloro che utilizzano il loro programmi a chiedere consigli e avere un feedback con loro. Vi sono anche dei forum specifici per chi ha bisogno di aiuto. L'uomo che inventò AddMail, il software che trasferisce i messaggi dal mio server, Demon, al mio eudora è un dentista di Romford che mi ha concesso numerose ore del suo tempo.

Di certo, Bill Gates e coloro che lavorano per la Mac renderanno l'utilizzo dei loro prodotti più facile e "amichevole" (con l'uscita di Windows '95 è iniziata una violenta competizione e guerra commerciale), allo stesso modo con la quale la Netscape ha prodotto Software che rendono la ricerca in Web relativamente più semplice ed immediata. Prima di Netscape e a proposito di guerra si deve ricordare che il World Wide Web fu inventato dai tecnici del CERN, i quali si resero immediatamente conto che la fine della guerra fredda significava la fine della psicosi da guerra nucleare, aprendo così un nuovo spazio di comunicazione. Vennero presentate e diffuse attraverso delle fanzine mensili le nuove dimensioni della comunicazione attraverso queste linee amichevoli. La Rete (pronunciata 'do net'). Come ho già detto fui curato dalla mia tecno-fobia dal Mac che Joseph Berke mi persuase a comprare; fu quasi un esperienza religiosa.

In realtà, ho recentemente letto un articolo di Umberto Eco sulla rete che sosteneva l'ipotesi di un mondo futuro diviso tra due religioni, una basata sul Mac, l'altra sul PC. Coloro che si avvicineranno al Mac sono i beneficiari di una concezione filo-cattolica, con una programmazione volta al perdono, spianando la strada verso una vita sopportabile. Coloro che usano il PC sono paragonabili ai fondamentalisti protestanti; essi prendono a riferimento la Legge del Vecchio Testamento, e gli intricati abomini dei Levitici, e devono lavorare e impegnarsi per Dio e per raggiungere la propria Salvezza. Windows è come la religione Anglicana, si da il perdono sugli insegnmenti della liturgia Protestante.

Sono certo che ci sarà Internet nel nostro futuro. Credo che sarà un beneficio per l'essere umano e che la salute mentale di chi lavora sarà fortemente protetta, e così anche per tutta la cultura, qualcosa che sarà sempre più diffusa sarà il nostro battere su una tastiera. A meno che non la pensiate come Adorno e credete che la cultura di massa sia una minaccia e affondi la civilizzazione, suggerisco di andare con lui (Lì???). Creare forums, bacheche elettroniche, siti Web ed Home pages per istituzioni come per singoli sta diventando una cosa estremamente semplice. Questo solleva un gran numero di questioni, su come controllare gli scambi commerciali e la qualità di queste iniziative (questi argomenti li ho trattati in altri scritti: Young, 1993, 1995), ma questi sono problemi per i quali un accesso democratico alla tecnologia sarà fondamentale, io credo, per la loro soluzione, facilitando quindi la diminuzione dei costi di pubblicazione, l'accesso alla conoscenza, l'informazione e l'educazione.

Parlavo come un bambino che se Dio avesse voluto veder fumare, non avrebbe esitato a mettergli dentro il corpo una ciminiera, per vederlo meglio. Ho beneficiato di una serie ininterrotta di miracolosi progetti elettronici, dal telefono alla radio, dal film del Sabato al registratore, e poi la macchina da scrivere elettrica, lo stereo hi-fi, il registratore portatile, il disco, e il computer. (Un giorno scriverò la mia biografia elettronica. Young 1996). Ho ancora l'età per il gelato ed i dolci, per essere accompagnato a casa da un cavallo da traino, e per il bucato, per avvicinarmi alla legna da ardere in una pentola di ghisa. Vicino dove sono cresciuto, l'elettrificazione arrivò tardi, e le persone che utilizzavano l'acqua corrente da un ruscello e che si riscaldavano con una stufa a legna e usavano della legna per riscaldare le pentole, bruciandosi le braccia e le mani -- queste persone chiamavano i loro ragazzi Lyndon dopo che gli uomini del Congresso portarono l'elettricità nelle loro case (Caro, 1983). Penso che un giorno anche noi guarderemo a Ray Dolby, l'inventore del video-tape e del registratore audio, e alle persone che ci hanno portato il computer, il PC, il Mac e la rete, allo stesso modo con il quale oggi vengono considerati James Clerk Maxwell e Alexander Graham Bell e Thomas Alva Edison. E celebreremo il giorno nel quale quello che hanno apportato alla conoscenza e alle tecnologie di comunicazione diventerà comune e addirittura superato. Oggi abbiamo fatto in modo che l'elettrificazione e quello che ne è conseguito sia a disposizione di tutti -- spero che una soluzione politica possa riuscire nella stessa impresa per Internet.


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