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PSYCHOMEDIA
MEMORIA E (TELE)COMUNICAZIONE
Telematica



Internet e riti orgiastici

di Franca Pezzoni (1), Giacinto Buscaglia (2)

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Sulla rivista Golem  stata pubblicata una versione pi "giornalistica" dell'articolo
L'indirizzo : http://www.rivistagolem.com/rivista/home/home.asp



Internet é un fenomeno complesso, che non si presta a interpretazioni onnicomprensive. E' proprio il fatto di permettere l'espressione di una vasta gamma di interessi umani la sua caratteristica principale. Non c'è aspetto del vivere che non sia rappresentato in qualche modo nel suo universo magmatico e "indeterminato".
Teniamo quindi a chiarire che la lettura che facciamo é del tutto parziale ed é scaturita dall'aver osservato certi punti di contatto, certe analogie che ci hanno colpito tra questo fenomeno moderno ed altri che si collocano in epoca molto diversa e antica.
Ci riferiamo ai riti orgiastici e in particolare ai riti dionisiaci e a tutti i fenomeni collegati con il culto di Dioniso nell'età classica e ellenistica.
A costo di apparire schematici, intendiamo descrivere brevemente i due fenomeni, antico e moderno e poi esaminare con un certo dettaglio le analogie e le differenze.
A nostro parere le analogie sono così rilevanti da valer la pena di essere segnalate.

A) Internet

 Internet presenta un contrasto davvero stridente e clamoroso tra l'ipertecnologia e la modernità della rete da un lato e l'emergere di emozioni profonde, arcaiche e poco "razionali" dall'altra.
Internet nasce con scopi militari. Originariamente, con il nome di Arpanet, era una rete che collegava strutture militari americane. Se questa é l'origine, lo sviluppo e la diffusione che sta avendo in tutto il mondo sono collegati a motivazioni ben diverse che hanno a che fare più con l'istintualità che con la tecnologia e la razionalità.
Uno dei fenomeni più diffusi di Internet è rappresentato dalle "chat", comunità virtuali in cui migliaia di persone si ritrovano "on line", cioè in tempo reale e comunicano attraverso la rete.
Esistono "chat" testuali e "chat" grafiche.
Nelle prime la comunicazione avviene attraverso messaggi scritti che possono essere inviati a interlocutori singoli oppure a gruppi di persone che si ritrovano in luoghi virtuali denominati "channel" (canali). Ogni utente accede alla chat attraverso uno pseudonimo (nickname), che lo identifica rispetto agli altri partecipanti.
Nelle chat grafiche compare sullo schermo un vero e proprio ambiente virtuale, fatto di luoghi in cui gli utenti si muovono e sono rappresentati da simboli grafici personalizzati che si chiamano "avatar", termine che deriva dalle religioni orientali e significa "incarnazione o manifestazione della divinità".
Gli avatar sono costituiti da immagini, disegni, icone utilizzati dai partecipanti per rappresentare se stessi.
In questi tipi di chat viene creata l'illusione di movimento, spazio e fisicità.
Va sottolineato il fatto che in entrambi i tipi di chat l'utente è in qualche modo anonimo.
In un contesto di questo genere emergono una serie di fenomeni abbastanza caratteristici. .
In Internet sono note ad esempio, non solo nelle chat, ma anche nei newsgroup e nelle mailing list, le cosiddette "flame wars", caratterizzate da furibonde liti, diatribe che durano per molto tempo e sono espressione dell'attivarsi di emozioni assolutamente non controllate, arcaiche. Sembra che questi tipi di comportamento siano generati dalla natura stessa della comunicazione che avviene in Internet e coinvolgano anche persone che nella realtà appaiono equilibrate e normalmente ragionevoli. Non è raro, a questo proposito, imbattersi in scontri molto accesi, fatti di insulti reciproci, spunti paranoidi tra stimati professionisti che si lasciano andare al turpiloquio e all'offesa personale.
Oltre all'aggressività, spesso espressa in modo sfrenato, altre emozioni profonde vengono elicitate dall'uso di Internet e delle chat, come ad esempio emozioni correlate alla sessualità.
L'espressione più evidente e nota all'opinione pubblica è il cybersex, veri e propri atti sessuali compiuti con interlocutori collegati in rete. In ogni caso in Internet spesso la sessualità é manifestata in modo esplicito, frequentemente senza tener conto delle convenzioni sociali e del senso del pudore.
Si è ritenuto che alla base di questo fenomeno ci siano dei presupposti ben identificabili, che verranno descritti esaminando le analogie con i riti antichi.

B) Riti dionisiaci

 Per quanto sia difficile, cercheremo di dare una breve definizione di Dioniso e dei suoi riti, precisando che non erano gli unici orgiastici dell'antichità, ma sicuramente i più descritti e i più conosciuti.
La caratteristica principale di Dioniso é forse l'inafferrabilità. E' stato via via considerato dagli eruditi dio della vegetazione, dell'elemento umido e solo successivamente del vino; dell'irruzione del divino nel quotidiano; della vita che si rinnova perennemente; della gioia, del dolore, della follia e dell'assurdo.
In effetti, questi vari elementi, in apparenza scollegati, sembrano uniti da una specie di catena associativa religiosa e culturale. Dioniso sembra in origine il dio della vegetazione arbustiva, cioè delle piante come il fico, la vite, il mandorlo, che danno frutti ma non con il faticoso lavoro dei campi, che sono portatrici di gioia attraverso la linfa vitale. In questo senso Dioniso si collega a tutta una serie di feste durante l'inverno e la primavera, in cui si celebrava il risveglio della natura, ma anche l'aprirsi della terra e il ritorno degli spiriti dei morti.
Durante queste feste si portavano in processione falli di legno, si celebravano le nozze tra il dio e la moglie dell'arconte re, si portavano maschere che imitavano gli spiriti dei morti.
In questo senso la gioia data dal vino e dalla caduta dei limiti era intrinsecamente accompagnata dall'inquietante caduta dei confini tra mondo dei vivi e mondo dei morti, tra realtà e pazzia: la sfrenatezza aveva due facce, euforica e inquietante, gaia e folle. Dalle maschere delle feste dionisiache sarebbe nato il teatro, altro grande fenomeno legato al dio, contraddistinto dall'illusorietà.
Dioniso rappresenta l'Alterità, l'Altro che inevitabilmente abita il sé, é il luogo delle maggiori contraddizioni: identità e alterità, presenza e assenza, immaginario e reale, assoluto e nulla, potenza e fragilità, vita e morte, identità e passaggio. Unendo in se stesso contemporaneamente le contraddizioni più insostenibili é veramente per eccellenza il dio folle.
I riti erano celebrati sui monti, di notte, alla luce delle fiaccole. Suonavano strumenti musicali che inducevano l'eccitamento: tamburi, flauti. I fedeli, soprattutto donne, portavano maschere, danzavano vorticosamente scuotendo la testa, vestiti con pelli di animali (sia predati, come il cerbiatto, che prede, come ha pantera). Al massimo dell'eccitazione si lanciavano sugli animali da sacrificare, li sbranavano e li mangiavano crudi.

C) Analogie

 Passiamo ora ad elencare le analogie più evidenti.

 1) Limitazioni dell'esperienza sensoriale e caratteristiche specifiche della comunicazione

 E' evocativa in proposito la descrizione che fa un autore dell'ambiente in cui il cybernauta é immerso:
"Siedi pressoché immobile, rilassato, gli occhi rivolti ad uno schermo luminoso - la sola fonte di luce in una stanza per il resto scura. Le dita si muovono leggere sulla tastiera mentre la mente si concentra sulle parole e sulle immagini che ti appaiono davanti. A volte sembra che quasi scompaia la differenza tra i pensieri e quelle immagini. Talvolta sembra che quasi scompaia la distinzione tra il mondo esterno e il mondo interno. A volte il tempo stesso si dissolve. Sei un utilizzatore del computer immerso nel cyberspazio. Tutto si fonde in una nuova realtà che trascende le regole di quella convenzionale. Come un maestro Zen in meditazione, diventi un tutt'uno con l'universo virtuale".
La comunicazione avviene per iscritto, senza vedere l'interlocutore. Manca tutta la comunicazione non verbale surrogata dalle cosiddette "fancine", simboli costituiti da caratteri della tastiera, che rappresentano faccine sorridenti, tristi, meravigliate, mute: :-)  :-( 8-)  :-X
Nelle chat c'è un tempo di latenza nella comunicazione, dato dal tempo impiegato a scrivere il messaggio con la tastiera e dal numero di comunicazioni in cui l'utente è impegnato. Questo asincronismo della comunicazione stimola vissuti proiettivi, fantasie che qualcuno ha paragonato alla situazione che si crea nel setting psicoanalitico.
Nell'antichità' le limitazioni dell'esperienza sensoriale erano ottenute svolgendo i riti di notte, alla luce di fiaccole, in ambienti isolati, soprattutto allontanandosi dal luogo di vita abituale, dai parenti e dalle attività lavorative.
Con mezzi rudimentali si creava la stessa situazione di avere un'unica fonte di luce su cui attirare l'attenzione in un ambiente per il resto totalmente buio.

 2) Anonimato e assunzione di altre identità

 Gli utilizzatori delle chat, come già detto in precedenza, sono anonimi e utilizzano, per essere identificati, degli pseudonimi o degli "avatar" se si tratta di chat grafiche.
L'anonimato consente di esprimere parti di sé che nella realtà vengono nascoste o represse. E' frequente l'uso di pseudonimi femminili da parte di maschi, così come l'assunzione di ruoli sessuali differenti dalla realtà.
L'anonimato degli interlocutori porta l'utilizzatore a considerare l'altro non come una persona reale, ma in un certo senso come una parte del proprio mondo interno.
Nei riti antichi l'anonimato era ottenuto in parte con il distacco dall'ambiente familiare e in parte con l'uso di travestimenti, che sono di due tipi, sia maschere che pelli di animali. Il travestitismo di uomini in vesti femminili, a partire dal dio stesso, era uno degli elementi principali del culto.
Nelle Baccanti, Penteo, che è l'avversario più razionale di Dioniso, comincia a dare i primi segni di follia proprio quando si è convinto a travestirsi da donna, apparentemente per poter spiare meglio gli scandalosi riti.
Ci ha colpito l'uso del termine "avatar" in Internet, di chiara origine religiosa.
In effetti i fedeli del rito antico non si mascheravano genericamente, ma assumevano l'identità di personaggi mitici, tipo i satiri e in qualche modo partecipavano della divinità, raggiungendo uno stato di esaltazione.
Non si trattava di semplice anonimato, ma di assunzione di una identità nuova in situazione di gruppo.

 3) Parificazione dello status sociale

 Sulla rete ciascun utente ha la possibilità di esprimersi indipendentemente dal ruolo che assume nella società reale. Ciò che conta è come ci si presenta e si agisce in rete, piuttosto che il ruolo che si occupa nella realtà.
Qualcuno ha definito questo aspetto di Internet come "democrazia della rete".
Ai riti dionisiaci potevano partecipare tutti, indipendentemente dalla condizione di essere schiavi o liberi, giovani o vecchi, uomini o donne. Anche nel teatro, fortemente collegato al rito di Dioniso, l'accesso era libero e senza divisioni tra le diverse categorie sociali. Va sottolineato quanto fosse grande il sovvertimento in una società in cui le divisioni sociali erano particolarmente rigide rispetto ai tempi attuali.

 4) Ampliamento dei limiti spaziali e temporali

 Le normali coordinate di spazio e di tempo vengono alterate nell'universo virtuale di Internet.
Nelle chat è possibile comunicare in tempo reale con persone che si trovano in luoghi diversi e in differenti fusi orari. Un giapponese di Osaka, che si è appena alzato, può conversare con un italiano di Roma che sta per andare a dormire.
In assenza di qualunque mezzo tecnico, nell'antichità, la rappresentazione di avvenimenti mitici del passato sulla scena del teatro e anche nel corteo dionisiaco dava l'illusione di un superamento dei limiti temporali, mettendo in comunicazione il passato con il presente.

 5) Alterazione dello stato di coscienza

 "Sotto le giuste condizioni, il cyberspazio diventa un mondo di sogno, non differente dal mondo che emerge quando ci addormentiamo. Ciò non significa che queste esperienze virtuali dovrebbero essere liquidate come strane divagazioni mentali senza scopo o significato. Tutt'altro. La psicologia ha chiaramente stabilito la necessità dei sogni notturni per mantenere la salute emozionale e promuovere la crescita personale. Lo stesso deve valere per il sognare 'virtuale'. Il cyberspazio non é semplicemente una 'autostrada dell'informazione'. Può offrire alla psiche umana molto più che fatti. Lo spazio virtuale può flettere i confini tra conscio e inconscio. Può dirci qualcosa sul significato di 'reale'."
Nel rito, l'alterazione dello stato di coscienza era raggiunta con il vino e con l'uso di sostanze specifiche, con la musica particolarmente ritmica, assordante, con la danza, la corsa, praticate fino allo sfinimento.

6) Accesso a relazioni multiple

 Per quanto riguarda i riti antichi si deve sottolineare il loro carattere di cerimonia di gruppo. L'esaltazione religiosa non era raggiunta in uno stato di estasi individuale come ad esempio nella religione cristiana. La particolarità del culto dionisiaco era di riunire persone legate da una sorta di affinità, quasi in una setta, mentre gli altri culti erano praticati con il controllo dello stato da tutta la popolazione senza distinzioni specifiche.
Nei riti "chattici", i moderni officianti si radunano in diversi canali ("channel") sulla base di interessi comuni e affinità particolari.
A questo proposito si può citare la stupita affermazione di una utente che osservava: "In qualsiasi posto vada nel cyberspazio, continuo a imbattermi nelle stesse persone".

 7) Dipendenza

 Le caratteristiche che abbiamo descritto in precedenza spiegano anche i motivi per cui non è infrequente che l'uso di Internet possa provocare dipendenza. Casi di questo genere sono ampiamente documentati ed esiste già una ricca letteratura sull'argomento. E' di questo periodo il caso di un ragazzo che per tre giorni ininterrottamente è rimasto collegato alla rete.
Qualcosa di analogo può essere descritto per quanto riguarda i riti dionisiaci e ciò che è nato da loro e cioè il teatro.
Luciano narra un esempio di dipendenza dal teatro.
Dopo una rappresentazione dell'Andromeda di Euripide i cittadini di Abdera perdettero il senno. Era estate; dopo la rappresentazione furono colti da una violenta febbre che il settimo giorno si risolse in emorragia e sudore. Si diedero allora tutti ad immaginare tragedie, parlavano in versi, gridavano e cantavano e tutta la città era piena di quei pallidi e smagriti tragedi, finché non arrivò l'inverno e il gelo mise fine ad ogni cosa. L'Andromeda aveva preso possesso della loro mente e Perseo con la Medusa aleggiava nello spirito di ciascuno.
Da quello che si capisce da questa descrizione, era letteralmente una forma di invasamento e di possessione da parte di entità demoniache come la Medusa, da cui gli spettatori si erano lasciati suggestionare.

 8) Proselitismo ed epidemia

 In Internet il proselitismo è testimoniato dalla diffusione a macchia d'olio del fenomeno. Non è assolutamente possibile fare un censimento della rete perché vengono continuamente creati nodi di accesso e cresce il numero degli utenti, anche per una sorta di "evangelismo".
Dioniso era l'unico dio che avesse una forma di proselitismo, mentre mancava completamente per tutti gli altri.
Sia in epoca mitica sia in epoca storica sono descritti "missionari" che cercavano di diffondere il suo culto dove prima non era praticato.
Il fatto di essere epidemico forse era la sua caratteristica principale.
Secondo gli studiosi del secolo scorso Dioniso era estraneo alla razionalità greca e portatore di una follia spiegabile in termini medici come epidemia di isterismo collettivo.
Gli studiosi pensavano che fosse straniero, venisse da paesi barbari ma gli archivi micenei hanno dimostrato che fin dal XII secolo a.C. era un dio greco.
Le epidemie consistevano nell'improvvisa follia che colpiva soprattutto le donne e le portava ad allontanarsi dalle città.

 9) Trasgressione

 Nel caso dei riti dionisiaci la trasgressione aveva come obiettivo il superamento del cardine principale della religione greca, che si basava sulla distinzione, invalicabile, tra uomo e dio, il cielo di bronzo (come dice Pindaro), che divide i mortali dagli immortali e che è grave ubris cercare di varcare. I fedeli invece arrivavano all'entusiasmo, cioè alla fusione con il dio che sentivano dentro di sé.
La trasgressione degli officianti "internettiani" può essere invece identificata nell'attacco alla razionalità e ai limiti imposti dal ruolo e dalle convenzioni sociali.
In entrambi i casi la trasgressione si manifesta con l'espressione dell'aggressività, con l'uso del linguaggio osceno e soprattutto con il superamento dei limiti del pensiero razionale.
Ad esempio nella commedia dionisiaca vigeva la magia: gli animali e gli oggetti parlavano e agivano per volontà propria o per servire gli uomini, senza seguire le leggi razionali.

 10) Resistenza

 Chiaramente la resistenza è collegata a tutte queste forme di trasgressione che abbiamo appena citato.
In Internet esistono stuoli di "guardiani" della rete, che, con modalità e accanimento differenti, si accollano il compito di vigilare affinché siano rispettate la moralità e la legge, ergendosi a inflessibili censori. Esistono in Internet pagine e pagine di metodi per smascherare gli impostori e difendersi dai comportamenti immorali, disdicevoli o delinquenziali.
L'elenco degli oppositori al culto di Dioniso é impressionante e ancora più impressionanti sono le pene che subiscono coloro che lo contrastano.
Non va molto meglio a quelli che lo accolgono, ma, se non lo si accoglie, i guai che ne scaturiscono sono maggiori.
La punizione, per chi resiste, è rappresentata dalla forma empia e malvagia di ciò che i colpevoli non vogliono fare in forma pia e prescritta dal dio.
Le figlie del re Minia si rifiutano di seguire Dioniso, perché vogliono continuare a lavorare al telaio con eccessiva operosità e non vogliono lasciare la vita coniugale. Hanno allucinazioni, vedono trasformarsi sotto i loro occhi gli strumenti di lavoro, che si ricoprono di edera. Impazziscono, tirano a sorte uno dei loro figli e lo divorano.
I pirati che catturano Dioniso per chiederne il riscatto lo vedono trasformarsi in un orso e in un leone, senza che questi da parte sua muova un dito, limitandosi a sorridere. Terrorizzati si gettano in mare e si trasformano in delfini.
In un altro caso la punizione del dio è rappresentata da un'epidemia di suicidi tra le adolescenti ateniesi.
In diverse città Dioniso era raffigurato con una statua doppia, con due figure uguali che rappresentavano una il Folle e l'altra il Guaritore dalla follia. L'unico modo di guarire dalla follia divina era viverla e conciliarsi o riconciliarsi col dio, non liberarsene con un esorcismo.
La storia più nota di resistenza è quella di Penteo, cugino di Dioniso e suo oppositore in nome della virilità e della chiarezza razionale. Per osservare non visto le orge, che ritiene oscene più di quanto non siano, si lascia travestire da donna da Dioniso, va sul monte, ma viene scoperto e dilaniato dalla stessa madre, che allucinata lo crede una bestia selvatica.
L'osservatore in questo modo non solo modifica il fenomeno osservato, ma ci lascia anche la pelle.
Il carattere orgiastico e doloroso insieme del culto di Dioniso è attestato anche dai canti della vendemmia, che lamentavano lo smembramento dei grappoli ed erano un compianto per il dio. Ancora nel 691 d.C. i contadini pigiando l'uva gridavano "Dioniso", e il concilio di Costantinopoli lo proibì, ordinando di gridare invece "Kyrie eleison". Ancora a quell'epoca i pigiatori portavano maschere che rappresentavano i Sileni e i Satiri. Il vino come sangue versato rappresentava bene il carattere contemporaneamente gioioso e crudele proprio in verità della vita stessa, più evidente in tutte le sue manifestazioni più intense e parossistiche, in cui la contraddizione è più palese e più esaltata.
Un'altra storia di repressione è narrata in ambiente romano da Tito Livio. I culti orgiastici si erano diffusi a Roma come un'epidemia con i caratteri di una setta segreta. Migliaia di persone furono accusate dalle autorità di sovversione dello stato, pedofilia, plagio e vennero giustiziate. Tutta la vicenda dà l'impressione di una montatura poliziesca e somiglia in modo impressionante, come contenuti e come atmosfera, a molte altre cacce alle streghe. Ecco il discorso del console Postumio:
"E voi pensate, o Quiriti, di fare dei soldati da giovani iniziati con un giuramento come questo? di affidare armi a questa gente uscita da un sacrario di oscenità? Costoro, infangati dallo stupro proprio e dall'altrui, difenderanno con le armi l'onore delle vostre mogli e dei vostri figli?".

 D) Differenze

 Prima di esaminare le differenze tra i due fenomeni vogliamo sottolineare con molta forza che non è nostra intenzione esprimere alcun giudizio di valore né sull'uno né sull'altro, considerandoli entrambi espressioni piene di interesse e attrattiva.
Cerchiamo di capire meglio queste differenze, partendo dalla più evidente, che colpisce chiunque analizzi i due fenomeni.
I riti, da un lato, erano inseriti in modo organico in un contesto religioso, artistico e culturale, dall'altro possedevano una loro coerenza interna.
Avevano, in modo codificato, un inizio e una fine, mettevano in scena una trama, intesa come ripetizione di una vicenda mitica di cui tutti conoscevano lo svolgimento.
Il rito prevedeva un crescendo parossistico che si concludeva con un'esperienza di significato catartico e che metteva fine al rito stesso, lasciando i partecipanti in uno stato di torpore post-ipnotico.
Chi si imbarcava nell'esperienza del rito sapeva fin dall'inizio che si sarebbe svolto in uno stato di perdita dei confini spazio-temporali ma all'interno di un cerimoniale con limiti ben definiti nello spazio e nel tempo.
Le identità mitiche che venivano assunte non erano illimitate, né affidate all'arbitrio del singolo, ma già codificate in partenza e condivise dal gruppo.
Internet è inserita nel contesto sociale per i suoi aspetti tecnologici, mentre le manifestazioni di cui stiamo parlando rappresentano epifenomeni apparentemente casuali e incoerenti.
Non si ritrova neppure una coerenza interna. Chiunque può collegarsi e staccare in ogni momento. Non solo manca una trama, ma ciascuno può scegliersi un "rito" diverso, come in un grande supermercato.
Colpisce l'estremo eclettismo delle maschere (avatar), create e indossate dagli officianti, maschere che possono appartenere ad ogni epoca o contesto.
In questo senso gli altri fenomeni orgiastici del mondo moderno, come la discoteca, la partita di calcio, i concerti rock, si differenziano da Internet per entrambi gli aspetti e sono più assimilabili ai riti antichi, prevedendo un setting definito e ruoli ben chiari dei partecipanti.
Sembra che l'alterazione dello stato di coscienza trovi il suo naturale e specifico contrappeso nelle regole statuite, così come il setting nella situazione analitica pare necessario complemento alle libere associazioni.
Osserviamo che i fenomeni moderni appena citati assomigliano agli antichi, anche per il grande spazio dato al corpo e all'espressione fisica delle emozioni, mentre in Internet si può notare una sorta di "amputazione" della parte corporea dell'esperienza.

 Proseguendo su questo piano risulta macroscopico come in Internet gli officianti siano, per la maggior parte dei casi, isolati nella propria casa, riunendosi in una situazione gruppale che è del tutto virtuale.
In questa "solitudine" gli altri membri del gruppo vengono vissuti, ancor più che nelle altre situazioni citate, come oggetti interni piuttosto che come persone reali. Gli altri sembrano non umani e perciò possono essere oggetto di aggressività e sessualità sfrenate.
La mancanza di setting, di trama e di coerenza può far pensare che certi aspetti "dannosi" di Internet, come la dipendenza e i comportamenti delinquenziali, siano più difficilmente controllabili.
Non c'è da stupirsi ad esempio, per citare un fenomeno spesso collegato alla rete, che la protezione fornita dall'anonimato e la particolare condizione di "irrealtà virtuale", permettano l'espressione in Internet di fantasie e desideri pedofili che certi individui nella realtà con ogni probabilità non esprimerebbero mai.
Il rischio sembra essere quello di perdere la propria identità e restare prigionieri della maschera, come l'Enrico IV di Pirandello, che partecipando a una cavalcata carnevalesca in cui tutti indossavano costumi tra i più disparati, impazzisce e non riesce più a recuperare l'identità originaria e, fatto fondamentale, passa decenni di vita fuori dalla realtà.
A proposito di comportamenti delinquenziali, più di un terzo della letteratura su Internet in nostro possesso riguarda la loro descrizione e i sistemi più adatti per impedirli.
Come già detto in precedenza, sono stati istituiti appositi guardiani che passano il tempo a vigilare e punire azioni devianti specie da parte di adolescenti.
Va notato che molte di tali azioni erano presenti anche nei fenomeni orgiastici (esibizionismo fallico, linguaggio osceno, derisione pesante, travestimento allo scopo di compiere cose proibite). Tuttavia avevano per così dire un loro spazio istituzionale ed erano non solo tollerate ma prescritte. In tutta l'antichità, a parte l'episodio riportato da Tito Livio, i riti non furono mai oggetto di misure poliziesche, ma anche in ambiente alessandrino e romano furono praticati e tollerati.
Altra differenza è il diverso approccio nei confronti della dimensione del sacro. In Internet, in origine così laica e razionale, il sacro, uscito dalla porta, sembra entrare dalla finestra.
Uno degli spazi del Palace, chat grafica, si chiama Ade. L'osservatore partecipante si maschera da Ercole che strozza Cerbero, le maschere sono "avatar", cioè incarnazione di divinità.

Nelle discussioni riportate in letteratura si parla diffusamente della sensazione di essere dei, di creare dal nulla la propria stessa identità.
L'iniziazione, che nei riti antichi era una pratica istituzionale, compare anche nel Palace. C'è un passaggio tra la condizione di ospite e quella di membro effettivo e poi una vera e propria cerimonia segreta, per diventare guardiani.
Vorremmo concludere il discorso sul sacro citando un frammento di un'intervista fatta a Jim Bumgardner, "creatore" del Palace.
"...Incontrai per la prima volta Jim a Nrutas, una dimora del Palace che appare come la superficie di una luna che orbita intorno a Saturno. Stavo volteggiando tra le stelle mentre jbum stava sotto, sulla superficie della luna, a quanto pare bisbigliando qualcosa a uno dei maghi.
"Jbum, il Palace è grande. Ottimo lavoro" dissi.
"Grazie, AsKi"
"Allora, jbum, come ci si sente a passeggiare dentro la tua stessa creazione?"
"E' come essere Dio, solo peggio. Non faccio visita a nessuna suora".
Io sorrisi. Bene, pensai, questo jbum certamente ha presenza di spirito e senso dell'umorismo. Successivamente scopersi che Bumgardner è conosciuto per queste qualità. E' il genere di persona che si fa vedere allo Harry's Bar indossando il nome e la maschera del Papa; che ha un debole per la sua maschera di una modella degli anni 1950 che indossa un vestito bianco e suona la fisarmonica..."
Come non pensare, su piani ovviamente diversi, a certe sconcertanti e impreviste apparizioni di figure divine nei riti dionisiaci?
 

 BIBLIOGRAFIA (Riti orgiastici)

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 BIBLIOGRAFIA (Internet)

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Intensive Case Studies in Cyberspace, May 1996 - v1.0 (4k), http://www.rider.edu/users/suler/psycyber/casestudy.html

 Norman N. Holland:

 The Internet Regression, Jan 1996 - v1.0 (45k), http://www.rider.edu/users/suler/psycyber/holland.html
 

(1) Psichiatra, Dipartimento di Salute Mentale N.3 Genovese
(2) Psichiatra, Dipartimento di Salute Mentale N.2 Savonese


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