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Le nuove fisiche: problemi connessi alla descrizione scientifico-oggettiva di tali realtá, in particolare gli ostacoli strutturali della psiche e i suoi limiti cognitivo-percettivi ribaltati sulle strutture fisico-matematiche

Prof. Roberto Ettore Bertagnolio


Sino a quando il giocattolo non si è rotto, cioè fino a Newton, il problema di un osservatore indipendente, oggettivo ed unico, non se l'era posto nessun fisico. A quel tempo c'era perfetta coincidenza fra realtà-natura e descrizione scientifica di essa. E poi arrivò la teoria relativistica, che cominciò a valutare il punto di vista dell'osservatore esterno ed andarono in frantumi molti principi di misurazione, legati allo spazio e al tempo, ma oggi sappiamo che la relatività si è fermata alle misure esteriori e risolto matematicamente la spazio-temporalità, come ho già avuto modo di dibattere, e i principi relativistici sono rimasti ancorati per certi versi alla struttura classica. Questo è successo nella fiducia che riponevano i fisici a cavallo della grande guerra nell'oggettività dell'osservatore esterno possibile, come ad esempio la struttura matematica. Al tempo di Einstein la fisica in questo senso rimase classica, perché non era ancora stata registrata la cesura fra fisica e mondo, le due realtà si identificavano, e con esse anche la loro descrizione oggettiva (struttura matematica) e ciò che si discostava era la diversità di angolazione prospettica dell'osservatore nella misurazione degli esperimenti. La generazione di fisici nuovi verso i quali Einstein aveva sperato in un'accettazione della sua teoria non hanno dimostrato comprensione anzi, la nuova teoria cioè la Meccanica quantistica che questi hanno impugnato, sarà quella che metterà la concezione relativistica del reale.


LA CONTROINTUITIVITÁ DELLA MECCANICA QUANTISTICA ť CAUSATA DALLA ROTTURA FRA LOGICA MATEMATICA E LOGICA CHE PREVALE NELLA NUOVA CONCEZIONE QUANTISTICA DEL REALE.
Ad un certo punto la struttura della fisica, come rispecchiamento della struttura matematica, non corrisponde più alla logica intrinseca della meccanica quantistica, ammesso e non concesso che quest'ultima sia finalmente coincidente col piano della natura biologica-evolutiva. Da questo punto di vista, quando si afferma che la meccanica quantistica non fornisce più un'immagine oggettiva del mondo, si afferma qualcosa di positivo, ma non lo dobbiamo prendere come punto d'arrivo bensì di partenza, vale a dire, ci libera dall'osservatore matematico assoluto, cioè di un linguaggio interpretativo al di sopra delle parti, senza risolvere il problema alla radice, e la radice è dentro di noi ed è una radice ANOMALA(1). Il non aver risolto questo punto cognitivo, nella ricerca quantistica del novecento, come ho già fatto notare in altri studi specifici, è stato l'inizio di tante illusioni, non ultima quella che vede possibile la risoluzione delle contraddizioni fra relatività generale e quantistica*. L'avere riconosciuta l'anomalia senza superarla, ha portato la fisica del novecento ad un punto di stasi.

*Interpretazione non quantistica della quantistica, dovuta al fatto che l'anomalia alla base del linguaggio matematico fa capo ad un limite gnoseologico- percettivo.

L'INDETERMINISMO, LA SIMMETRIA E L'ONDA CHE SI MUOVE ALL'INTERNO DELLO SPAZIO TRIDIMENSIONALE.
Da un lato c'è l'osservatore matematico, determinato e simmetrico, dall'altro c'è la fisica classica: le due discipline combaciano perfettamente. Ora, ponendo come ipotesi l'esistenza di un'altra fisica, non possiamo provare la sua esistenza, ma possiamo provare la non esistenza della classica.
Innanzitutto partiamo dal fatto che abbiamo dimostrato l'anomalia neurologica che porta alla percezione dell'universo deterministico e simmetrico(2). Il fatto che la meccanica quantistica non ci fornisca una visione oggettiva del mondo è la riprova indiretta che si tratta di un'altra fisica, e se la prima classica è oggettiva, perché è coincidente con l' anomalia matematica, la non coincidenza garantisce l'ipotesi e le dà consistenza. Nel caso delle nuove fisiche non possiamo avere un osservatore matematico oggettivo, perché esse hanno in sè delle categorie gnoseologiche filtranti che non lo permettono. Per questo non siamo in grado di spiegare matematicamente il principio di indeterminazione di Heisenberg, e se lo facciamo, mentiamo, ma di questo ho già dibattuto a lungo. L'ultimo anello di questa percezione psiconeurologica anomala dello spazio rimane il non superamento concettuale della tridimensionalità. Succedeva già all'interno della visione einsteniana, in questo caso fu trovato l'espediente della curvatura dello spazio, ora avviene nella Meccanica Quantistica, con l'espediente di un'onda che si muove nell'ordinario spazio tridimensionale (Smolin). La costante insuperabile è proprio il Concetto di Tridimensionale, concetto insuperabile, perché neurologico.

IL TRIDIMESIONALE COME ULTIMO LIMITE COGNITIVO DELL'ANOMALIA NEUROLOGICA DI BASE.
Noi non sappiamo con certezza come sia costruito il mondo dei quanti, perché non possiamo andare al di là dei nostri limiti neurologico-cognitivi. Chi ha fatto finta di andarci, come Heisenberg, in questo senso ci ha ingannati, ma nel contempo ci ha fatto intravedere una realtà nuova dietro l'angolo. Einstein vedeva soltanto l'aspetto senza speranza quando affermava a proposito del successo di Heisenberg, che egli "indica un metodo puramente algebrico della descrizione della natura, dell'eliminazione del continuo dalla fisica...."(3)


ELIMINAZIONE DEL CONTINUO NELLA FISICA E I PASTICCI IRRISOLTI DELLO SPAZIO -TEMPO.
A differenza della fisica classica, la massa o la carica di una particella, la sua energia, la sua posizione ecc, variano con continuità. Nella meccanica quantistica, la continuità non è la regola per tutte la grandezze. Questa discontinuità nella continuità pone dei paradossi logici alla matematica, linguaggio imperniato di continuità e stabilità(4).
La tridimensionalità dello spazio non è negoziabile in questa visione scientifica con residui positivistici. Il compromesso avviene con l'onda che io identifico come"anomala", che si muove all'interno del presunto contenitore tridimensionale, concetto di Spazio irrinunciabile dalla fisica classica. A questo punto si presenta lo stesso problema della relatività generale. In quel momento Einstein doveva risolvere la contraddizione logica di uno Spazio al tempo stesso finito ma illimitato, ora i fisici quantistici devono risolvere il problema delle particelle che si muovono liberamente nello spazio, e che varia ancora con continuità(5). Questo è il peggior compromesso che poteva succedere nella fisica del 900, in quanto si dà allo spazio un contenitore specifico tridimensionale limitato, su cui deve fluire L'ONDA, le cui particelle che "variano con continuità", cioè sono "discontinue", proteggono ancora una volta il prodotto ultimo dell'ANOMALIA SIMMETRICA, cioè il 3D. Questa ambiguità di base viene garantita anche dal quadridimensionale einsteniano: la difesa di fondo è sempre il PRINCIPIO DI SIMMETRIA. E' questa l'ambiguità che si vuole mantenere nella quantistica, quella che ha fornito ai fisici del 900 l'illusione del secolo, che è nel suo apice anche il tentativo di Einstein di costruire un ponte fra la relatività e la quantistica o scambiare per quantistico ciò che non lo è affatto, come altri fisici hanno fatto. Il limite cognitivo di fondo è sempre quello percettivo, così come il tentativo relativistico dell'interpretazione della spaziotemporalità(4D) è sulla stessa linea perché, come si è già detto, non va ad intaccare uno dei principi assoluti della fisica Classica, cioè la SIMMETRIA.
C'è bisogno di una nuova concezione Spazio-temporale, a prescindere dal 3D, c'è bisogno di uno spazio-tempo infinito e adimensionale, c'è bisogno dell'eliminazione concettuale spaziotemporale, dell'ambiguità della curvatura dello spazio e dell'onda su cui scorre la continuità delle particelle.

LO SPAZIO CURVO, O DISTORTO
La deflessione della luce in prossimità del sole noi la percepiamo come curva, non per il campo gravitazionale del sole che ne altera la posizione della stella, ma perchè il nostro apparato percettivo visivo è influenzato dal sistema gravitazionale che agisce nella dialettica talamo-corticale, dal lato del sistema specifico e non specifico(6). La luce, in quanto energia possedente massa, ricostruisce l'0ggetto non in quanto oggetto ma in quanto "immagine dell'oggetto". Ma questa deflessione della luce in prossimità del sole, noi la percepiamo per lo specifico ruolo che essa assume nel nostro apparato percettivo*(Approfondimento). Noi percepiamo l'oggetto esterno secondo un'anomalia formatasi da due fattori decisivi. Entrambi condizionano l'evoluzione della percezione, entrambi si fondono nell'unico oggetto percepito.
1- la gravità e il ruolo della luce che portano a sostituire l'oggetto con l'immagine dell'oggetto
2- l'anomalia dualistica(7) porta alla percezione simmetrica, da cui il tridimensionale è il risultato più evidente, rafforzato dagli organi percettivi plasmati dal sistema gravitazionale.
Questo spiega il fatto che nella stessa meccanica quantistica ortodossa, "l'onda anomala" delle particelle si muove ancora in un irrinunciabile tridimensionale aggiunto, come è un classico tridimensionale aggiunto il quadridimensionale relativistico, poiché non si può rinunciare al frutto ultimo anomalo della percezione.

SUL PRINCIPIO DI EQUIVALENZA E SULLA SUA NON INFLUENZA SULLA PERCEZIONE DELLO SPAZIO CURVO.
Se la massa inerziale e la massa gravitazionale coincidono (p. d'equivalenza), tutti gli oggetti all'interno del campo gravitazionale cadranno con la stessa velocità, indipendentemente dalle loro masse. Su questa base, percepita come "costante", scorre l'altra costante, quella della luce ( muro non più invalicabile secondo le ultime ricerche-Nicolas Gisin, Nature agosto 2008) .
Soltanto questa seconda incide sulla percezione dello spazio curvo, perché, in quanto energia-massa, subisce la forza gravitazionale, da questo punto di vista non dobbiamo confondere la massa-materia dell'oggetto con la massa-materia dell'immagine dell'oggetto.

CESURA FRA MATEMATICA E FISICA E LA FUNZIONE D'ONDA.
Nella meccanica quantistica è molto meno ovvia la coincidenza relazionale fra oggetto fisico e modello matematico. ť teorizzata una struttura più intrinsecamente probabilistica di quest'ultima e questo contrasta con una fisica teorica (classica) combaciante in assoluto con la percezione simmetrica del mondo anche a livello di struttura matematica.
Da questo punto di vista non esiste un modello interpretativo matematico nuovo, e se i fisici hanno assaporato questa illusione, ancora una volta non hanno saputo scavare oltre la percezione anomala. E' per questo motivo che molti fisici quantistici identificano lo Spazio e il Tempo quantistici con un ruolo molto simile a quello della fisica classica. Questo è frutto di un compromesso cognitivo, fatto di onde di particelle che si muovono in modo discontinuo e probabilistico ma sempre in uno spazio irrinunciabilmente non al di sotto del 3D.
La costante di tutte le teorie fisiche del 900 è quella di "non andare al di sotto del 3-D". Sopra questa coperta di Linus, si possono costruire tutte le dimensioni che si vogliono, dal quadridimensionale di Einstein in poi. Il 3D è il piano del risultato ultimo dell'anomalia dualistica. Ora nel caso della quantistica, è il massimo che i fisici teorici si sono spinti senza superare cognitivamente l'anomalia percettiva, appoggiando sull'indistruttibile coperta 3D quest'onda anomala.

Nella quantistica, l'onda di luce infinita fluisce a disposizione della catena (FPU-Pasta-Ulam -Fermi)di masse, disposizione interpretativa spaziale delle particelle sul piano 3D, rispecchiante l'ordine degli Oggetti Mentali, come d'altra parte risulta dalla struttura insiemistica alla base della matematica.
La funzione d'onda di una particella in uno spazio 3D come limite estremo costante.
Schema(8):

1- (funzione d'onda) CATENA SIMMETRICA. (Schema p.72, in Le Scienze, Luglio 2009)catena di masse collegate da molle che potevano muoversi solamente nella direzione della catena......le oscillazioni della catena di masse e di molle non lineari nel giro di X tempo raggiungevano l'equilibrio.

BREVE PARENTESI sul numero come insieme di OM.
Partiamo dall'acquisizione del concetto di Numero.
Numero sta per: Grandezza di un insieme d'oggetti (Wynm).
Numero come insieme di oggetti (Greci), come oggetto mentale(9), come struttura simbolica derivante dalla frattura psichica (inconscio-conscio) presente fin dalla nascita. Il numero poggia su questa struttura simbolica, passaggio precedente al segno matematico, non interscambiabile come quest'ultimo. Che la struttura psichica preceda il numero, si ha la controprova anche da molti studi antropologici recenti, che sono una prova trasversale ai miei studi sulla struttura psichica, perché escludono la realizzazione "esplicita" del pensiero simbolico nelle società primitive. Questa struttura rimane implicita in quanto l'uomo nasce, come animale simbolico già nelle prime società organizzate. La vera struttura simbolica tuttavia si esplicita del tutto in Medio Oriente con le società organizzate come i Sumeri (3300-2000 a.C.) dove avviene la formazione della coscienza e la divisione strutturale fra inconscio e conscio. ť di questa struttura simbolica che io mi sono occupato, e' di questa struttura anomala, perché nasce come rispecchiamento di una divisione sociale "inaccettabile" ed è da qui che si covano alcuni limiti gnoseologici concettuali, che poi si ribaltano in parte in limiti cognitivi anche all'interno del linguaggio fisico-matematico. Ci sono altre concause (gravità- il ruolo della luce nella visione ecc) che modificano anche la percezione, fino alla visione simmetrica del reale. Sono anch'io convinto come Devlin(10) che l'idea del linguaggio simbolico e l'abbandono dei bottoni d'argilla per il raggiungimento dei numeri astratti da parte dei Sumeri siano due pilastri della società. Noi moderni identifichiamo come passaggio quello dal Simbolo al segno.


IL SIMBOLO E IL SEGNO SONO LE COLONNE D'ERCOLE DELL'UOMO SAPIENS E SONO L'ANOMALIA CHE BLOCCA LA STRUTTURA MATEMATICA DA 2500 ANNI.
"Gli occhiali concettuali" della matematica (per parafrasare Devlin) funzionano se si partisse ipoteticamente dal Reale. Così non è, perché la Realtà creduta tale è quella percepita come tale. Facciamo un esempio contemporaneo:
PROVA EINSTENIANA DEL 1919 OVVERO DELL'ESPERIMENTO CLASSICO DI DEFLESSIONE DELLA LUCE PRESSO LA GUINEA SPAGNOLA.
Schema.

Per approfondire il problema della realtà distorta dall'anomalia percettiva andare sui miei studi(11).

*APPROFONDIMENTI SUL RUOLO DELLA LUCE E DELLA VISIONE NELLA PERCERZIONE IN GENERALE.
La luce entra nell'occhio è messa a fuoco dal cristallino, colpisce la retina, genera una corrente elettrica (segnale) che viaggia attraverso il nervo ottico fino al cervello. Quest'ultimo ha la facoltà di interpretare il segnale (sulla falsa riga dell'esposizione di K. Devlin). Quello che arriva a noi non è la realtà, ma un'interpretazione della realtà.
La luce possiede una massa, e quindi subisce l'influenza gravitazionale, e con essa una devianza percettiva. Questa devianza durante l'evoluzione naturale, progetta gli occhi alla percezione della profondità 3D, e da questo punto di vista, l'evoluzione naturale ha dovuto adeguarsi alla anomalia della visione tridimensionale (l'immagine sulla retina è invece bidimensionale un poco ricurva), per sopravvivenza, perché L'ANOMALIA è diventata Normalità, probabilmente il tridimensionale ci aiuta ad avere l'equilibrio che serve in un mondo gravitazionale. Dico probabilmente, poiché non ci sono funzioni giustificabili all'interno di un'anomalia ingiustificabile, non me la sento di dare una giustificazione evoluzionista di sopravvivenza, può essere senz'altro una concausa, che da consistenza ulteriore all'anomalia stessa "naturalizzandola" e quest'ultima rimane quella sottolineata in passato attraverso la messa in evidenza del cammino dualistico-strutturale della stessa anomalia. Il fotone luce, è indipendente dalla superficie fisica da cui è partito, Il cristallino piega la luce in modo che tutti i fotoni convergano nel medesimo punto sulla retina. Ciò che noi vediamo non è del tutto tridimensionale, ci vuole altro per imbrogliare la mente. Io credo che le leggi gravitazionali abbiano una funzione enorme in quest'inganno, tenuto conto che la luce in quanto energia ha una massa, e i quanto tale subisce una devianza, condizionando l'evoluzione stessa, oltre che con l'ausilio di ciò che viene chiamati PARALLASSE BINOCULARE*.

Note:

1) Unità di pensiero, R. E. Bertagnolio, sull'anomalia originaria
2) Architettura, tempo, spazio, materia. R. E. Bertagnolio
3) Lee Smolin, la vita del cosmo, ed. Einaudi, To , 1998, p. 351
4) Filosofia.it note logico-scientifiche, Bertagnolio.
5) Lee Smolin, la vita del cosmo, il mondo come una rete di relazioni, Ed. Einaudi, 1998, p. 350.
6) mio schema classico, sul web.
7) Psychomedia, R. E. Bertagnolio.
8) schema tratto da Le scienze, p. 72, luglio 2009
9) K. Devlin, L'istinto matematico, ed. Raffaello Cortina, scienze idee .
10) Keith Devlin, Il gene della matematica, Ed. Longanesi MI 2002.
11 In psichomedia, 1-sdudio, R. E. Bertagnolio, From the void to the geometric perception concerning the curvature of light and space. 2-studio, The perceptive dualistic structure at the basis of the anomalous assumption of space curvature and of transport for parallelism. Observations on the role of light and on symmetry. In Italiano su: Rivista digitale della didattica, (RD) diretta da Manlio Maggioli, Studi sulla curvatura dello spazio, R. E. Bertagnolio.


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