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A Napoli convegno "La Psicoterapia della Gestalt"

Maurizio Mottola


Ripubblicato su Psychomedia da "Agenzia Radicale"


Da mercoledì 18 a venerdì 20 giugno 2008 si è svolto a Napoli il convegno La Psicoterapia della Gestalt, organizzato dal Dipartimento di Scienze Relazionali G. Iacono dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, con interventi - tra gli altri - di Giuseppe Cantillo, Guelfo Margherita, Mario Mastropaolo, Bruno Moroncini, Maurizio Mottola, Matteo Palumbo, Santa Parrello, Francesco Roncalli, Giulia Villone Betocchi, Roberto Vitelli.

Il convegno ha inteso confrontarsi su di una Gestalt (Perls-Simmons) ricca e complessa, estranea alle suggestioni cliniche e cognitivo-comportamentali, saldamente radicata nella visione fenomenologica ed esistenziale del reale ed interamente aperta all'umanesimo psicologico degli ultimi cinquanta anni (Maslow-Fromm).
Ad oltre cinquant'anni dalla sua ufficiale apparizione, la psicoterapia della Gestalt continua ad essere un approccio molto fecondo nel novero delle psicoterapie. Non solo si è notevolmente esteso l'ambito delle sue applicazioni, ma si inserisce pienamente, con l'originalità e la specificità del suo metodo, anche nel dibattito sui nuovi paradigmi epistemologici e culturali della contemporaneità, attraverso l'attività di numerosi centri internazionali di formazione e ricerca.

Ogni organismo, inteso come complesso integrato, conserva il suo equilibrio e la sua salute attraverso un processo omeostatico di interazione con l'ambiente. E' impossibile considerare le funzioni dell'organismo, siano esse vegetative, percettive, motorie o psichiche, separando il soggetto dall'ambiente stesso. Tale interazione è ciò che viene definito campo totale, al cui interno quantum energetico ed interesse sono funzioni tanto degli oggetti quanto dei bisogni dell'individuo.
Per l‘individuo che vive e cresce nel suo ambiente l'intera realtà è immediatamente e necessariamente piena di interesse, positivo o negativo che sia. In ciò c'è una presa di distanza dalla concezione freudiana, ancora di stampo positivista, secondo cui la realtà è in sé neutra e viene caricata di eccitazione dall'organismo, secondo i concetti freudiani di investimento e carica energetica.

Secondo Fritz Perls "Lo studio della maniera in cui una persona funziona nel suo ambiente è lo studio di ciò che accade al confine-contatto tra l'individuo e il suo ambiente. Ed è qui, a questo confine-contatto, che gli eventi psicologici si verificano. I nostri pensieri, le nostre azioni, il nostro comportamento, le nostre emozioni sono il nostro modo di sperimentare e di incontrare questi eventi di confine". E' un processo dinamico-creativo di adattamento nel campo e di assimilazione-crescita; esso nell'approccio gestaltico costituisce il Sé, che è quindi processo e non istanza psichica o entità fissa come l'Io della psicoanalisi tradizionale.

L'adattamento creativo che avviene tramite il Sé presuppone intenzionalità di contatto, avvicinamento, conquista e trasformazione, attraverso una fase di destrutturazione del vecchio equilibrio esistente nel campo e di strutturazione di situazioni nuove. Il contatto sano è dunque un processo spontaneo e dinamico in cui le pressioni e le risorse del campo vanno cedendo le loro energie all'interesse vitale dell'organismo. Ciò avviene attraverso il lento costituirsi di una figura o Gestalt generata dall'attenzione e dalla concentrazione spontanea dell'individuo su uno sfondo o contesto costituito dall'ambiente.

Ogni contatto sano dà luogo ad una Gestalt viva, chiara, dettagliata, strutturata, unitaria, interessante ed eccitante, in grado di soddisfare il bisogno. Quando un bisogno viene soddisfatto la Gestalt che esso ha formato si completa e non esercita più la sua influenza, così che l'organismo è libero di formare nuove Gestalten. La nevrosi sarebbe invece accumulo di Gestalten incompiute, di bisogni non soddisfatti o la cui soddisfazione è stata prematuramente interrotta; è il ripetersi di inibizioni nel processo (sé) di contatto con il presente, che dà luogo ad un insieme di risposte rigide, obsolete o anacronistiche, acquisite in altri tempi o in altri luoghi.
La capacità di sperimentare se stessi consapevolmente attraverso la focalizzazione sul presente è dunque un aspetto centrale e specifico della terapia gestaltica. Da ciò scaturisce che la seduta terapeutica stessa è un incontro ed il rapporto che si crea tra paziente e terapeuta è l'esperienza dell'essere tra l'io e il tu: essi sono persone reali che si incontrano e interagiscono nel presente e che sperimentano, nel qui e ora, la loro relazione in termini di processo.

Con l'intervento terapeutico di tipo gestaltico il paziente affronta le questioni passate rimaste in sospeso (Gestalten non concluse), ma fronteggiandole nel presente, sotto forma di conflitti e bisogni da risolvere nell'ambiente attuale ed a partire dalla seduta terapeutica stessa.

Le esperienze irrisolte rappresentano, infatti, continue interferenze nel comportamento presente. Di qui l'osservazione fenomenologia del comportamento del paziente: l'obiettivo infatti non è quello di spiegare gli eventi attraverso il perché, rintracciandone soltanto le cause, ma di individuare i rischi e le distorsioni nel presente osservando ciò che si sta facendo, come lo si sta facendo, per che lo si sta facendo, promovendo così consapevolezza ed assunzione di responsabilità rispetto alle scelte che il paziente compie.

Per la sua versatilità e flessibilità la psicoterapia della Gestalt è adatta all'impiego nel servizio pubblico, anche sotto forma di interventi brevi e mirati.


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