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PSYCHOMEDIA
Tesi

Tesi di Baccalaureato di Paolo Spagnol

Sentimento oceanico e Trascendenza nella relazione tra mistica e psicoanalisi

Introduzione



"Se non posso piegare i processi superiori
(della mente) muoverò i (suoi) fiumi infernali".
Sigmund Freud, Interpretazione dei sogni, 1901.

Il presente elaborato intende esaminare la relazione che intercorre tra mistica e pratica psicoanalitica, iniziando dallo scambio epistolare intercorso tra Romain Rolland e Sigmund Freud, riguardo alla nozione di "sentimento oceanico".
Il dibattito Freud-Rolland sulla mistica è di notevole importanza, perché ha conseguenze riscontrabili nel panorama psicoanalitico attuale, e influenza il modo di pensare la psicopatologia e la sua interpretazione. Questo dibattimento ha dato spunto per ulteriori confronti su questo importante tema, e aperto molti filoni di ricerca per far luce sul ruolo svolto dalla religione. A questo seguirà una possibile lettura psicodinamica dei motivi che hanno condotto il padre della psicoanalisi al rifiuto esplicito del divino.
Sarà presa in esame, inoltre, la teorizzazione di W. R. Bion, D. W. Winnicot, J. Lacan e M. Milner, relativa allo sviluppo di una pratica psicoanalitica attenta all'aspetto trascendente insito nell'uomo. L'indirizzo di studi seguito da questi studiosi, infatti, sta realizzando interessanti approcci trans-culturali, volti a favorire l'aspetto creativo di pratiche meditative e psicoanalitiche integrate.
La religione ha bisogno della psicoanalisi?
Per religiosità si può intendere una dimensione fondamentale della vita psichica che lega il comportamento e la natura spirituale dell'uomo a un essere soprannaturale; essa implica un senso sia di dipendenza dalla sua misericordia e provvidenza, sia di libertà e responsabilità nei confronti di una "chiamata", che si manifesta mediante dottrine e propri rituali che coprono, in generale, precetti etici.
La religione, come qualsiasi altro fenomeno umano, ha anche una sua patologia (fanatismo, intolleranza, dogmatismo), che il pensiero orientato psicoanaliticamente può riconoscere e, in certa misura, curare.
La pratica psicoanalitica, infatti, può aiutare la religione a disfarsi della sovrastruttura illusoria, finalizzata a obiettivi di consolazione, potere o controllo sociale, per evidenziarne il nucleo di risposta a esigenze spirituali autentiche.
Freud considera la psicoanalisi uno strumento imparziale per la cura delle anime, di cui può servirsi sia il religioso che il laico, purché venga usato per liberare l'uomo dalle sofferenze. Tuttavia, ora occorre capovolgere la domanda e chiedersi se la psicoanalisi, a sua volta, abbia bisogno della religione.
Il metodo psicoanalitico offre l'opportunità di investigare su aspetti fondamentali della mente, sulla realtà delle relazioni con se stessi e con i propri simili, e sugli aspetti "ultimi" della propria concezione del mondo. Tale metodo si dovrebbe interessare, quindi, anche della speculazione filosofica e degli interrogativi sulla verità e l'origine dell'esistenza, che da sempre accompagnano l'uomo, e dei contributi che la tradizione religiosa ha apportato alla cultura nei miti, nei riti e nelle rappresentazioni che li accompagnano.
Le modalità tipiche del procedimento psicoanalitico - ricerca della verità rimossa e lotta alle resistenze del soggetto - sono funzionali alla scoperta di conflitti o fantasie inconsce: le difese sono smascherate e l'individuo è posto davanti a ciò che cercava di evitare. Tuttavia, la verità non è solo qualcosa da ricercare con determinazione: essa è, nel medesimo istante, una realtà che si mostra, che viene incontro o si rivela se accolta, contrariamente a quando si tenta di oggettivarla o catturarla.
Nella sua indagine la psicoanalisi non può fare a meno di imbattersi nell'ignoto, non come inconscio da portare alla luce tramite interpretazioni, ma come essenzialmente inconoscibile e, pertanto, irriducibile a verità scientifica.
Il mistero è la chiave interpretativa della persona: è orizzonte infinito, ma incarnato nel concreto; perduto e recuperato attraverso il mondo simbolico, molto più ampio del concetto. Una scienza psicologica che si limitasse all'osservazione dei fenomeni e non guardasse al trascendente, rimarrebbe imprigionata nel suo stesso operare: infatti, se è vero che vanno osservate le ombre sul fondo della caverna, altrettanto vero è che lo si deve fare per trovare una via verso la luce. Questo mistero - potenza ignota, ma generativa e risanante - è quella matrice dell'essere cui le religioni attribuiscono sostanza divina.
Riconnettendosi a questa matrice, in un'operazione che l'accomuna alla religione, la psicoanalisi esce dalle secche del razionalismo, per coltivare una razionalità consapevole del suo limite e tentare di aprirsi a ciò che sta oltre quel limite.
Agli albori della psicoanalisi, ricerca psicoanalitica e ricerca spirituale non sono state in grado di comprendersi vicendevolmente: il dialogo fu interrotto per parte psicoanalitica da Freud stesso, il quale bollò la religione come nevrosi ossessiva universale.
Questo ha nuociuto alla formazione di molti analisti, che ancor oggi, talvolta, conservano un atteggiamento eccessivamente prudente quando il cliente parla della propria esperienza religiosa. importante, invece, superare la diffidenza e favorire una adeguata comunicazione tra orizzonti differenti, in un dialogo che abbia a cuore l'interiorità della persona e la sua esperienza della trascendenza; quest'ultima riguarda, infatti, la dimensione spirituale che riveste l'uomo quando egli si trova in relazione con l'Altro da sé.
Mediante la coscienza mistica è possibile un tipo di conoscenza molto diverso dalla conoscenza del senso comune o della scienza.
Nell'esperienza mistica, infatti, si è in grado di accedere a un contenuto di coscienza che trascende la realtà sensibile e si esprime tramite un linguaggio analogico/simbolico.
Lo psicoanalista dovrebbe saper cogliere, quindi, anche le istanze offerte dalla dimensione mistica, per facilitare l'accesso alla verità interiore o il superamento di uno stato di sofferenza.
L'essere umano si affina attraverso l'essere umano: solo chi è in grado di prendersi cura di un'altra persona può restituire un orizzonte ulteriore a chi l'ha smarrito.


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