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PSYCHOMEDIA
Tesi

Tesi di Laurea di Giuseppe Dimitri

La ricomposizione familiare dal punto di vista dei figli del divorzio
Riorganizzazione delle relazioni familiari tra continuità e cambiamento


Il processo di ricomposizione familiare

3.4. Negoziare il cambiamento delle regole relazionali



Le relazioni tra i componenti della famiglia non si interrompono con la separazione ma si modificano, continuano ad esistere successivamente alla separazione anche se diversamente strutturate rispetto al periodo precedente. Dopo una separazione o un divorzio, vengono concordati nuovi modi di vivere e di gestire le relazioni familiari. Tale processo di rinegoziazione dei rapporti tra i vari membri della famiglia comincia prima della separazione coniugale e continua ad evolvere per molto tempo dopo che il divorzio legale è stato pronunciato. Il divorzio, quindi, rende necessario negoziare nuovi confini nel sistema delle relazioni familiari che riguardano sia il mondo interiore di ciascun soggetto che i rapporti diadici e triadici.


3.4.a. Separare il ruolo coniugale da quello genitoriale
La famiglia ricomposta non può funzionare se gli ex-coniugi non accettano il fatto che, dal momento in cui sono genitori, la loro separazione non sarà mai totale. Entrambi sono chiamati a restare genitori pur non facendo più parte della stessa coppia. La continuità nella collaborazione in qualità di genitori richiede una rinegoziazione delle regole e delle modalità di relazione, oltre all’accettazione del fatto che qualsiasi nuova storia coniugale essi intraprenderanno non potrà cancellare il passato o ignorarlo ma dovrà partire da esso e integrarlo.
La separazione e la successiva ricostituzione comportano:
la ridefinizione della relazione genitori figli: bisogna che sia stabilita la quantità di tempo che ciascun genitore potrà trascorrere con il figlio e come questo tempo sarà impiegato; che siano negoziate nuove regole circa le modalità d’espressione dell’affetto, la regolazione della disciplina e la gestione delle responsabilità domestiche;
la rinegoziazione della relazione tra gli ex-coniugi: questi devono mantenere una qualche forma di rapporto e rispetto reciproco, evitando di assumere atteggiamenti che svalutino o mettano in cattiva luce la figura dell’altro genitore agli occhi dei figli;
la riorganizzazione della relazione triadica tra i due genitori e ciascun figlio: ciò è necessario poiché l’altro genitore è presente psicologicamente pur essendo assente fisicamente. La relazione triadica, quindi, rimane in vita anche quando il padre e la madre vivono in due case diverse, ma richiede un riadattamento a questa nuova situazione che comporta l’integrazione delle relazioni a distanza.
Possiamo dire che la famiglia divisa resta comunque una famiglia, poiché l’appartenenza ad essa non è definita dalla convivenza in una medesima casa, bensì dall’esistenza di relazioni reciproche tra i vari membri.

3.4.b. Definizione della nuova coppia in rapporto a quella precedente
Nella coppia precedente all’attuale ricostituita, nonostante il suo fallimento che ne ha determinato lo scioglimento, ci sono state spesso risorse importanti che le hanno permesso di esistere e di funzionare per un certo numero di anni. Queste risorse non devono essere dimenticate o ignorate dalla coppia attuale perché potrebbero risultare utili. Spesso invece, all’esordio della nuova coppia, la fase di idealizzazione impedisce di riconoscere i legami che erano positivi nella prima. La paura di riprodurre il fallimento della relazione a due porta ad amplificare le differenze tra il primo ed il secondo partner, tanto che sembra che ad ogni costo il nuovo compagno debba essere diametralmente opposto al precedente. Per questo, circolano pochissime informazioni sulla relazione di coppia vissuta precedentemente e, se circolano, spesso è nei momenti di tensione e di conflitto. Il partner, quindi, difficilmente può percepire cos’è che andava e non andava nella prima coppia, e nei casi in cui lo percepisce mette in atto dei comportamenti competitivi che rendono tutte le relazioni delle vere e proprie prove di abilità.
Il tabù del passato per paura che esso si ripresenti nel presente, il rifiuto di prenderne atto, la scarsa conoscenza delle origini e dei vissuti di ogni membro della nuova famiglia che esso comporta, accentuano il senso di estraneità e privano il nucleo della possibilità di condividere informazioni e di integrare i diversi modelli familiari, portati da ciascun membro, in un unico modello che tenga conto della provenienza, dei bisogni, delle idee e dei valori di ognuno. La famiglia ricomposta, per formarsi ha bisogno di colmare il senso di estraneità e di vuoto, determinato dalla mancanza di una comune origine e dalla diversità dei vissuti. Per far confluire più storie di vita in un’unica storia ogni membro deve accettare di fare i conti con il suo passato e di rendere partecipi di esso anche gli altri familiari.
La ricostituzione familiare, non può essere un processo di costruzione ex-novo, ma è, inevitabilmente, una ri-costituzione a partire da ciò che si è precedentemente costruito. Essa implica la capacità di concepire una nuova vita, gestendo ciò che si è vissuto in modo da poter andare più lontano. In tal senso è importante prendere atto e sfruttare le grandi risorse relazionali presenti all’interno delle stepfamilies, in quanto in questi sistemi familiari la relazione di coppia non appare caratterizzata dal controllo, dal potere e dalla autorità, ma piuttosto dall’impegno, dal rispetto reciproco, dalla condivisione e dalla accettazione. Inoltre in essi gli accordi genitoriali, la distribuzione del lavoro, la responsabilità e le risorse, sono frutto di un continuo processo di negoziazione che permette al sistema di non fossilizzarsi in una immobilità patologica.

3.4.c. Definizione della nuova coppia in rapporto ai figli
La formazione di una nuova coppia, in cui almeno uno dei due partner ha già dei bambini, è strettamente legata alla definizione progressiva della funzione genitoriale, di ciascuno dei due, rispetto ai figli. I genitori biologici non saranno più i soli ad assumere la funzione genitoriale in quanto anche i nuovi partner sono chiamati a ricoprire alcune cariche che dovranno definire e negoziare con i figli.
La nuova coppia potrà esistere solo a patto di trovare un equilibrio tra la funzione coniugale e quella genitoriale sempre in evoluzione. Nel processo di ricomposizione i nuovi partner e i loro figli devono elaborare delle relazioni in cui la coppia coniugale detiene un posto centrale. Questo processo, inevitabilmente, provoca una serie di reazioni nei figli, nella famiglia allargata e nell’insieme delle relazioni tra ogni membro della coppia. Di conseguenza il rapporto dei figli con i loro genitori biologici in presenza di un terzo si modificherà: essi potranno cercare di escludere quest’ultimo, per mantenere intatta la stretta relazione con il genitore affidatario creatasi nella nucleo monogenitoriale, o rifiutare di riconoscergli qualsiasi funzione genitoriale.



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