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PSYCHOMEDIA
Tesi

Tesi di Laurea di Sara Ceccucci

La luce oltre la porta
Il Day Hospital Psichiatrico tra passato presente e futuro


Conclusioni



Questo periodo di formazione è stato un piccolo tentativo di approfondimento, lungi dall'aver fornito risposte assolute: una riflessione storica nel senso descrittivo,una narrazione del modo di lavorare di un day hospital psichiatrico, fatta da chi come "tirocinante" si trova in una posizione intermedia e pur non essendo un osservatore esterno né un membro dello staff strutturato, si è sentita accolta e condotta a vivere con tutti gli operatori un'esperienza collettiva di lavoro, mantenendo uno sguardo curioso, stupito e a volte spaventato.
La storia dei Day Hospital, la "storia" del Day Hospital universitario ricco di interventi combinati, di risorse umane e contesti diversi, mi ha sollecitato a fare un'analisi retrospettiva di come nel tempo è cambiata la psichiatria che ha cercato di accogliere istanze diverse della follia, da quelle "segreganti" a quelle più socializzanti individuando percorsi diversi con strutture non più atte a "contenere" ma a "curare". Dalla 180 ad oggi molti progressi sono stati fatti; nel sociale c'è stato un fermento continuo che ha portato alla strutturazione di ambienti diversi sia nell'ospedale che sul territorio, si è lavorato su un progetto socializzante, in questa nuova cornice di riferimento è entrata anche la famiglia, si è incrementato il lavoro di partecipazione di ogni componente dello staff alla vita di "gruppo", si sono individuati percorsi terapeutici individuali che ha consentito di maturare una visione ecosistemica delle strutture dando ai pazienti la possibilità di sviluppare l'idea della "Fiducia", è stato avviato un processo riabilitativo……riabilitazione come momento concomitante, sinergico e spesso coincidente con l'intervento terapeutico, avente di per sé una valenza terapeutica per la sua azione sulle disabilità e gli handicap.
Per l'utenza, sicuramente è stato un cambiamento epocale, sicuramente c'è ancora molto da fare e i suggerimenti che ci arrivano da altre nazioni come la Spagna dovrebbero suggerirci di progredire ancora perché se è stato possibile radere al suolo i manicomi e la manicomialità attraverso la creazione di reparti diversi, vicini alla sofferenza della popolazione, coinvolgendo la popolazione stessa in questa operazione, significa che "oltre la porta" potrebbero esserci ancora altri risultati e proposte per rispondere alle esigenze di tutti quei pazienti che cercano una "storia" alternativa a quella che giornalmente vivono.
Per concludere, vorrei sottolineare che la condivisione emotiva di questa esperienza ha reso tollerabile il sentimento di inadeguatezza che mi ha colto in certi momenti, a contatto con la sofferenza psichica, l'inserimento nella vita di reparto, con una "parziale autonomizzazione" negli ultimi giorni , rappresenta per me un modo realistico e armonico per avvicinarmi a questa sofferenza


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