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Lawrence Epstein descrive
un approccio chiamato "psicoanalisi moderna" e fondato in America da Hyman Spotnitz negli anni 1960-70, che consiste in una "cura della parola" - sul
lettino e con sedute monosettimanali - senza l'uso di interpretazioni in quanto
ritenute limitanti l'autonoma espressione del paziente. L'effetto terapeutico
deriverebbe meramente dal mettere in parole i propri contenuti mentali,
soprattutto aggressivi. Vengono descritti anche esempi clinici ed esperienze
dell'autore con lo stesso Spotnitz. Questo articolo è molto ingenuo,
probabilmente a causa del fatto che Spotniz fu l'analista dell'autore per cui
potrebbe essere stato idealizzato. Ad esempio trascura il fatto che l'efficacia
di una tecnica terapeutica che permette l'espressione dei propri contenuti
mentali, la "ventilazione" dei propri sentimenti, ecc., non l'ha certo inventata
Hyman Spotniz, ma è una modalità terapeutica tipica di tutte le tecniche
"espressive", dalla stessa psicoanalisi (che certo non impedisce questo lavoro
col paziente) alla gestalt, all'approccio rogersiano e così via, fino, al
limite, all'"urlo primordiale" di Janov.
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