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PSYCHOMEDIA
LIBRI - Recensioni e Presentazioni



Piera Serra

Il giudice onorario minorile
Franco Angeli, Milano
(pp. 223, 22 euro)

Recensione di Marco Migliozzi




Recensione di Marco Migliozzi

Il libro di Piera Serra disegna l'identità di un elemento il tribunale dei minorenni che, da molti anni, è affiancato al magistrato di professione nella gestione di quest'importante organo sociale di tutela dei minori.
E' un libro del quale si sentiva la mancanza perché definisce, per la prima volta in modo organico ed esaustivo, la funzione di quest'esperto nel compito di aiutare delle persone a sviluppare quella capacità di rispetto interiore dell'esistenza dell'altro, o di valutare se ne sono in possesso, o di intervenire in caso di una grave mancanza, con gli strumenti messi a disposizione dalla magistratura.
Credo che non sia pertanto casuale il fatto che Piera Serra sia psicologa e psicoterapeuta, ma anche che abbia dovuto fare un faticoso lavoro di ri-contestualizzazione della propria identità professionale per adattarla ad un diverso modo di esprimerla ed esercitarla.
In questo lavoro è stata chiaramente aiutata, non solo dai colleghi onorari, ma anche, ed in modo caratteristico, dai giudici professionali, alcuni dei quali hanno collaborato e integrato la sua pubblicazione. Giuristi minorili tra i più qualificati nella ricerca e nella formazione, come Elisa Ceccarelli, già presidente del tribunale dei minorenni di Bologna; Luciano Spina, giudice del tribunale dei minorenni di Trento; e Piercarlo Pazè, direttore di Minorigiustizia, al quale si deve anche la cura giuridica del testo.
L'aiuto maggiore però, e si capisce leggendolo, l'ha avuto dai numerosi Casi che Piera Serra ha seguito nei suoi dieci anni di pratica presso il tribunale dei minorenni di Bologna, dei quali il libro è fittamente punteggiato, e dalla sua capacità di coniugare la prassi ad una rigorosa riflessione su di questa, per seguire i vari fili che compongono l'identità di una figura che finalmente acquista uno spessore che la delimita.
Limitata sotto vari punti di vista. Innanzi tutto dalla sua posizione contrattuale, che prevede la presenza d'ogni giudice onorario per un tempo massimo di nove anni ciascuno, e soggetta, ogni tre anni, ad una riconferma da parte del Consiglio superiore della magistratura in conformità ad una graduatoria trasmessa dal competente presidente del tribunale dei minorenni.
Secondariamente perché deve adattare la propria operatività di provenienza (il giudice onorario minorile è scelto per la sua qualità di cultore di una delle seguenti discipline: biologia, psichiatria, pediatria, antropologia criminale, pedagogia, psicologia e sociologia) ad una situazione molto diversa da quella d'appartenenza, al fine di contribuire con la propria conoscenza e la propria sensibilità professionale alla comprensione dei fattori psicologici, pedagogici, medici e sociali in gioco in ogni decisione che il tribunale assume nell'interesse dei minori.
Decisioni assunte sempre in forma collegiale da giudici professionali ed onorari, anche se l'onorario può essere delegato, dal collegio di cui fa parte, a svolgere, in parziale autonomia, alcuni interventi nel settore amministrativo, penale o civile. Il campo d'intervento, nel primo di questi settori, è generalmente quello di supportare l'affidamento ai servizi sociali del minore sottoposto alla misura della "libertà assistita". Nel secondo, quello di seguire il minore che ottiene la misura alternativa della "messa alla prova", in collaborazione con gli operatori dei servizi del ministero e del territorio. Nel terzo, di eseguire le valutazioni necessarie al pronunciamento dell'idoneità delle coppie all'adozione nazionale e internazionale, gli abbinamenti del minore in stato d'abbandono con le coppie idonee a adottarlo, i colloqui che concludono il periodo di un anno d'affido pre-adottivo ed i colloqui con quelle persone adottate che desiderano conoscere le proprie origini.
A tutti questi interventi Piera Serra accompagna il racconto di brevi ma efficaci illustrazioni cliniche, come a voler prendere per mano il lettore e così rendergli il suo argomentare più concreto giacché, soprattutto nella prima parte, la trattazione richiede un notevole sforzo d'astrazione e di contestualizzazione.
Nella prima parte, infatti, descrivendo il profilo del giudice onorario minorile, argomento privo finora di letteratura, l'Autrice entra in argomenti complessi, che possono potenzialmente mettere l'onorario in conflitto con le altre professioni ed il luogo in cui esercita le proprie funzioni.
I temi spaziano da quello del confronto tra l'attuale statuto epistemologico della scienza, del quale l'onorario per scelta professionale è portatore e che si è profondamente modificato negli ultimi anni, rispetto a quello vigente in un tribunale; al tema del rischio che può correre l'onorario se non sa adattare con flessibilità la propria identità, ed il proprio fare professionale d'appartenenza, alla diversa situazione in cui si applica, tema che ho già sopra accennato; al tema dell'analisi della risposta emozionale alla situazione di giudizio, degli imputati e degli altri attori coinvolti, tra i quali gli stessi giudici, e, pertanto, alla necessità di un costante lavoro sul proprio coinvolgimento emotivo; al tema della deontologia professionale al fine di un'effettiva integrazione, non solo di diversi professionisti, ma anche di diverse culture nella consapevolezza e nella necessità di attuare quella convergenza d'obiettivi, patrimonio di entrambi onorari e professionali, nell'assistenza non solo ad un'infanzia e ad un'età evolutiva, ma anche ad una maternità e ad una paternità spesso segnate da tragiche e dolorose vicende di vita.
Di tutto questo si occupa nello specifico la seconda parte del libro. In questa mia voglio limitarmi però a segnalare solo un argomento in modo particolare. Quello della ricerca e della rivelazione delle proprie origini, tema al quale l'Autrice sta ancora lavorando, e sul quale spero avrà presto altre cose da riferirci. Non penso che sia necessario chiamare in causa Paul-Claude Racamier, anche se Piera Serra non solo per il taglio della sua ricerca ma anche per la sua originale capacità di mettere insieme creativamente paradigmi sistemico-relazionali e psicoanalitici lo evoca, per comprendere l'importanza che ha la consapevolezza e l'elaborazione di questo lutto originario per la nascita di una identità sana in ciascuno di noi.
In conclusione, pertanto, consiglio a tutti di leggerlo, nonostante che, in apparenza, il libro si rivolga solo ad un pubblico specializzato.


    Indice
      Premessa

      Parte I. Il profilo professionale

      Identità e ruolo del giudice onorario minorile
      (La nascita del giudice onorario; L'interazione tra giudici professionali e onorari; Le funzioni collegiali; Le funzioni monocratiche; I compiti)

      Criteri metodologici
      (Le tecniche cliniche: uso e abuso; La conduzione dell'udienza; Le emozioni del giudice e la formazione; La deontologia; La convergenza degli obiettivi di giudici minorili e professionisti dell'assistenza all'infanzia)

      Le condizioni dell'incarico
      (I requisiti; Le procedure di nomina; La durata dell'incarico; Le indennità; Le incompatibilità)


      Parte II. Maternità e paternità in discussione

      L'ascolto del minore
      (L'adolescente; Il bambino straniero; Il bambino adottabile; Il bambino vittima di violenza; Il bambino conteso)

      Le relazioni materna e paterna
      (Le madri; I padri; Le coppie adottanti; Gli affidatari)

      I nuovi istanti: gli adulti adottati in cerca delle origini
      (Una doverosa autocritica; Le istanze; Gli ambiti dell'auto-aiuto)

      Piercarlo Pazè, Postfazione
      (Quale giudice per i minorenni e per la famiglia; L'essenzialità dell'apporto dei giudici onorari per un buon giudizio; Il percorso mite: l'ascolto, la ricerca del consenso e la mediazione-conciliazione del conflitto; Il giudice onorario esperto del sociale che parla con i servizi; Le competenze sociali del giudice onorario per la decisione sull'allontanamento; Le competenze del giudice onorario nel processo penale)

      Elisa Ceccarelli, Appendice. Prospetto delle fonti normative del diritto minorile

      Luciano Spina, Glossario

      Riferimenti bibliografici


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