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Università degli Studi "La Sapienza" Roma
VI Centro di Psicoterapia Cognitiva
in collaborazione con
APC - Scuola di Psicoterapia Cognitiva

Abstract del Congresso Internazionale

Personalità e relazione
Un gioco polifonico tra le parti


Roma, 10-11-12 Maggio 2007



Antiepilettici e antidepressivi nel trattamento del Disturbo Borderline di Personalità

Massimo Pasquini
Dipartimento di Scienze Psichiatriche e Medicina Psicologica - SPDC - Azienda Policlinico Umberto I


I pazienti affetti da Disturbo Borderline di Personalità (DBP) rappresentano una considerevole parte dei soggetti afferenti ai servizi psichiatrici, e manifestano un largo spettro di comportamenti e sintomi: labilità affettiva, impulsività, comportamenti parasuicidari, sintomi psicotici.
Alcuni studi hanno dimostrato l'efficacia di farmaci serotoninergici e di antiepilettici su sintomi quali: impulsività, aggressività etero-autodiretta in pazienti affetti da DBP.
Le domande che dovremmo porci nel momento in cui ci apprestiamo a prescrivere un farmaco un paziente affetto da DBP sono sostanzialmente due: quali risultati possiamo aspettarci prescrivendo farmaci antiepilettici e/o antidepressivi ad un paziente con DBP? su quali dati basiamo le nostre prescrizioni?
Il numero di trials che soddisfano i criteri di buona evidenza scientifica sono ancora pochi, ciò viene a determinarsi a causa di diversi fattori, di cui molti impliciti nel disturbo stesso, come la scarsa aderenza ai trattamenti, l'alta concomitanza di disturbi psichiatrici, l'abuso di sostanze. Del resto l'ampia variabilità di presentazione clinica difficilmente consente dei confronti tra campioni del tutto omogenei, considerato che esistono 256 possibili combinazioni teoriche e 134 combinazioni cliniche per ricevere diagnosi di DBP secondo i criteri del DSM IV [Johansen, 2004].
noto che, per questi soggetti i sintomi oggetto di una terapia farmacologica siano essenzialmente: l'impulsività, il discontrollo della rabbia e le oscillazioni timiche. Queste ultime ben diverse fenomenologicamente dalle oscillazioni dei pazienti affetti da Disturbo Bipolare. Peraltro, a guidare i gesti anticonservativi dei pazienti DBP è piuttosto l'impulsività e il senso di vuoto piuttosto che franchi vissuti depressivi, rara è l'adeguata pianificazione del gesto. La stessa impulsività spiegherebbe perché a fronte di un tasso di alti tentativi di suicidio solo una parte di questi vengono portati a termine. Va ricordato che alcune stime riportano che i pazienti affetti da DBP abbiano il più alto tasso di suicidalità, più del doppio rispetto ai disturbi dell'umore [Stanley, 2001]. Dati ottenuti da studi di neuroimmagine funzionale indicherebbero un sostanziale ipometabolismo nella corteccia prefontale, temporale e nello striato [Soloff, 2003], forse espressione di una alterata neurotrasmissione serotoninergica in queste aree cerebrali [Soloff, 2000].
Queste osservazioni preliminari in parte motiverebbero l'uso di farmaci serotoninergici. Tuttavia, la prevenzione dei comportamenti impulsivi si giova soprattutto di farmaci antiepilettici, che in vario modo riducono l'eccitabilità neuronale. Al momento il numero studi RCT sono scarsi sia per i farmaci antidepressivi (n=7= sia per i farmaci antiepilettici (n=8) [Binks 2007, Lieb 2004], ed il numero totale di pazienti studiati sono irrisori (totale=336).
Dati più incoraggianti provengono da studi condotti in aperto, che paradossalmente per questi pazienti potrebbero fornire informazioni più specifiche.
In conclusione, il trattamento con antiepilettici e antidepressivi per le persone affette da BPD non si basa su adeguate evidenze ottenute da RCT; al momento non vi sono evidenze che sostengano l'efficacia degli antidepressivi nella prevenzione dei tentativi di suicidio; alcuni sudi RCT hanno indicato una buona efficacia degli antidepressivi sulle oscillazioni timiche e sulla rabbia di stato, e degli antiepilettici su impulsività e sulla della rabbia di stato.


Bibliografia

Johansen M., Karterud S., Pedersen G., Gude T.,. Falkum E. An investigation of the prototype validity of the borderline DSM-IV construct.
Acta Psychiatr Scand 2004: 109: 289-298

Stanley B., Brodsky B. Risk factors and treatment of suicidality in borderline personality disorder. Clinical Neuroscience Research 1 (2001) 351-361

Soloff, P.H., Meltzer, C.C., Becker, C., Greer, P.J., Kelly, T.M., Constantine, D. Impulsivity and prefrontal hypometabolism in borderline personality disorder. Psychiatry Research:
Neuroimaging 2003b, 123, 153- 163.

Soloff, P.H., Meltzer, C.C., Greer, P.J., Constantine, D., Kelly, T.M. A fenfluramine-activated FDG-PET study of borderline personality disorder.
Biological Psychiatry 2000, 47, 540-547.

Lieb K, Zanarini MC, Schmahl C, Linehan MM, Bohus M. Borderline personality disorder.
Lancet 2004; 364: 453-61.

Binks CA, Fenton M, McCarthy L, Lee T, Adams CE, Duggan C Pharmacological interventions for people with borderline personality disorder (Review).
Cochrane Database of Systematic Reviews 2006, Issue 1.

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