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Pietro Roberto Goisis e Gioia Gorla
UNO SPAZIO PER TOMMASO SENISE

4.4. Giancarlo Zapparoli - Necrologio *



La perdita di Tommaso Senise, pur forse non del tutto inaspettata, data in parte l'età, in parte i recenti disagi, ha suscitato un'eco di addolorata commozione e di acuto rincrescimento non solo per il ricordo di quanto aveva nel corso della sua vita saputo trasmettere, ma anche per ciò che ancora ci si aspettava da lui nel presente e nel futuro, date le inalterate doti d'ingegno arricchite dall'inestimabile patrimonio di una esperienza lunga nel tempo e vissuta con spessore intellettuale e forza di pensiero.
Durante il lento passaggio nel quale si va definendo la percezione della perdita di chi è stato parte della nostra vita, rendersi conto che memorie e rimpianti sono ciò che rimane con noi è difficile e triste.
Ma, proprio per questo, ciò che rimane con noi può divenire motivo di fiducia che contrasta lo scoramento che nasce dal senso di ciò che è irrimediabilmente perduto. Ed è questo mio scritto frutto del ripensare e del rielaborare i contenuti di successivi momenti, diversi come scansione nel tempo ed evoluzione nel rapporto, che hanno segnato il lungo percorso della mia esperienza personale e professionale con lui.
Non intendo qui ricordare la sua attività scientifica, ben nota ai colleghi e agli allievi, né le doti di umanità e calore affettivo, caratteristiche salienti della sua personalità, apprezzate da tutti coloro che lo conobbero. Intendo invece cercare di delineare alcuni elementi fondamentali di un atteggiamento nei confronti dell'esistenza che ritengo essere il nucleo di un messaggio che è importante raccogliere e custodire e, se possibile, trasmettere come parte della sua eredità spirituale.
Abbiamo vissuto e viviamo in un periodo nel quale la qualità della nostra vita risente in modo forse più accentuato che nel passato dell'interazione tra il cambiamento dell'individuo e della collettività, dell'individuo e del suo habitat fisico, psicologico e sociale, collegato all'impatto esercitato sui paradigmi esistenti dal sorgere di nuove idee e dall'accettazione di idee diverse. Il cambiamento ha coinvolto le persone e l'intero pianeta, si è espresso in molti aspetti dell'esperienza umana e nello spostamento verso nuovi modi di comprendere se' stessi e gli altri, di vivere l'esistenza e la relazione con gli eventi e le persone e, in genere, la realtà interna ed esterna.
Le modifiche nel contesto sociale, conoscitivo e culturale, e il radicale cambiamento nell'esperienza di noi stessi e del mondo, hanno dato come risultato contraddizioni talora drammatiche.
Se è vero che è stata intaccata la fiducia in modelli universali di verità e di conoscenza e nell'autorità assoluta, questo ha prodotto da una parte una positiva apertura verso punti di vista diversi, dall'altra, al contrario, la ricerca di sistemi di pensiero integralisti. Se è vero che hanno avuto espansione l'interesse per il collettivo, il coinvolgimento sociale, l'impegno per le responsabilità civili e i diritti umani, è pur vero che le oppressioni e i pregiudizi a livello individuale e collettivo sono drammaticamente presenti, e valori quali la coesistenza pacifica e il benessere sono finalità per molti ancora lontane, come lo è la riduzione della sofferenza e talora la sopravvivenza stessa. Inoltre, se da una parte si è accresciuto l'interesse costruttivo per il singolo nei termini della ricerca di una più profonda conoscenza di sè e di una più autentica comprensione del proprio mondo interno e dello sviluppo delle proprie potenzialità e risorse, dall'altro si è sviluppata una preoccupazione egoistica per la propria esperienza personale e per il proprio miglioramento, che si riflette in un'esasperata cura di sè, nel rafforzamento dei confini del privato, e nell'adesione a principi disumanizzanti e distruttivi che hanno origine nella diminuzione della sensibilità sociale e nel rifiuto del limite.
quindi di estrema importanza e difficoltà rispondere agli interrogativi che questa complessa situazione ci pone e trovare soluzioni che ci permettano di continuare a credere in valori quali la coerenza e l'impegno e di mantenere un senso di significato, evitando reazioni quali il pessimismo, l'indifferenza, la delusione o il tentativo di creare sicurezza, ordine e prevedibilità privilegiando una regressivogena staticità di finalità e di valori, o la tendenza a rifugiarsi in un ottimismo largamente basato sulla negazione.
Parte del messaggio che Senise ha trasmesso è la consapevolezza che è l'esperienza mentale e spirituale di colui che vive l'esistenza che ne permette una realizzazione equilibrata, in quanto si costituisce come essenziale fondamento per sperimentare in modo libero il proprio mondo di pensieri e di affetti, quindi per attivare sempre e comunque una valutazione indipendente e autonoma, base per un approccio flessibile e non dottrinario alla conoscenza.
Un messaggio essenziale per tutti coloro che sono sensibili all'importanza di un autentico processo interiore di evoluzione, nel quale le potenzialità di conoscenze e di insight rendono possibile accettare il diverso e il nuovo, pur preservando quella linea di continuità e coerenza che permette di aprire i propri confini all'originale e al creativo senza vivere la minaccia di una perdita, ad esempio di sicurezza e di potere, inerente al processo di cambiamento.
tale equilibrio tra apprendimento e trasmissione di conoscenze e orientamento alla ricerca e alla scoperta, che permette di incoraggiare la libertà di sperimentazione contro ogni atmosfera dogmatica e ogni investimento acritico dell'autorità e del potere, che in ogni area del sapere, ma anche in senso più vasto dello spirito umano, oppone i sistemi ideologici favoriti da un assetto gerarchico e da processi di idealizzazione al pensiero creativo e autenticamente scientifico.
Come ogni disciplina nell'ambito delle scienze umane, anche la psicoanalisi ha dovuto più volte affrontare profondi conflitti, prima di tutto il conflitto tra la passivizzazione da una parte, derivata da una struttura organizzativa tendente a irrigidirsi e a standardizzare i criteri dell'insegnamento e del lavoro seguendo un ideale scientifico positivistico di obiettività, e dall'altro l'attività legata all'affermazione di approcci alternativi e innovatori e alla libertà nella sperimentazione e nell'esplorazione.
Chiunque abbia avuto un'esperienza di insegnamento conosce bene le difficoltà di rispondere in modo equilibrato a due esigenze ugualmente essenziali, quella di garantire una formazione professionale fondata sull'esistenza di un corpus teorico e tecnico di provato valore e quella di incoraggiare la libertà necessaria per una produzione creativa. Ma spesso questo non è possibile, in quanto i processi di cambiamento sono temuti come minaccia al potere costituito e ciò porta a non saper discriminare tra sterili processi di ribellione e processi dinamici di effettivo progresso di indipendenza.
Allo stesso modo, una posizione settaria ostacola lo scambio di informazioni e una visione comprensiva che abbracci una molteplicità di teorie e di tecniche e la possibilità di uno spostamento di paradigmi, e porta sempre a un impoverimento, talora a un deterioramento e, nei casi peggiori, a una perdita di vitalità.
Contro il rigido insegnamento dei dogmi e le aspettative di un adeguamento in prevalenza passivo, dove spesso la difesa della "verità" é al servizio del mantenimento del potere, molti - un numero crescente al momento attuale, Senise durante la sua intera esistenza -condividono l'interesse per un processo dialettico, alla base della ricerca di un modello nel quale la stabilizzazione e il cambiamento garantiscano le connessioni sia con il nuovo sia con il passato patrimonio di esperienze, evitando che la difesa del paradigma esistente ottenuto attraverso il suo continuo approfondimento, imitazione di un'autentica ricerca, si risolva in un suo sterile autoperpetuarsi e autolimitarsi a scapito del vantaggio dell'utente.
Nel sottile spostamento delle linee guida che di continuo caratterizza la storia delle idee, dall'estremo delle scoperte e della creatività a quello di un settario indottrinamento divenuto ideologico, il contributo di individui come Senise si situa nella capacità di trasmettere non solo e non tanto nozioni e idee quanto un atteggiamento mentale capace di accogliere i valori sostanziali che derivano dal passato e quelli innovatori che si profilano, a chi è disponibile a vederli, nel presente. Atteggiamento nel quale i riferimenti per la sicurezza non sono il raggiungimento del controllo o l'esercizio del potere ma, come ricorda Kant, "la coscienza dentro di me e il cielo stellato fuori di me".

*Rivista di Psicoanalisi- anno XLII, n.3, luglio-settembre 1996; pagg. 533/536


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