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A. M. P.
SEMINARI STRAORDINARI 2000

"Il pensiero di P. Bion Talamo e W. R. Bion"
Dedicato a Parthenope Bion Talamo

Prof. PISANI (chairman)

Interventi liberi


Prof. PISANI (chairman)

Adesso abbiamo due interventi liberi come abbiamo fatto questa mattina. Si prenota Giancarlo Petacchi.



Intervento del Dr. Giancarlo PETACCHI

Io vorrei portare un ricordo di un momento particolare della mia esperienza con Bion. Si tratta di un seminario cui partecipava Bion. In quell'incontro parteciparono sessanta o settanta persone, non di più, quanto poteva contenere la sala (che Nebbiosi ricorda bene) e quando Bion smise di parlare diventò silenzioso e restò in attesa. Nessuno parlò.
Ma passavano i minuti, qualche minuto è passato e nessuno parlava. Bion con un suo modo che era di attenzione, di calma e di osservare anche però, come dire, un atteggiamento discreto nel non sollecitare anche con i gesti.
Allora disse: "mi sembra che questa sera il gruppo abbia l'insonnia" e credo che più azzeccato di così non si potesse pensare. Riprese a parlare un po' lui, e poi disse: "io tra poco cadrò in silenzio" e quindi preavvertì che ci sarebbe stato di nuovo un silenzio e che, chi voleva, era affidato il compito di parlare".
Di nuovo un silenzio del tipo di "tutti col fiato sospeso"; nessuno parlava ed io, tra l'altro, mi chiedevo: "ma come mai qui ci sono i più esperti delle situazioni di gruppo e nessuno parla".
Io non so cosa succedesse agli altri, ma posso dire cosa succedesse a me. Che quello che Bion aveva detto sul contatto che uno può avere con i propri contenuti mentali, aveva portato ad un livello così "primitivo", di prender contatto con le proprie emozioni, che io (per trasmettere a voi quello che ho provato) fui pervaso da terrore.
Potrebbe sorprendervi ciò che dico e pensare "come, tu sei lì, uno psicoanalista, ed hai avuto terrore…". Ho avuto, ripeto, un terrore. Era lì contenuto, nella mia mente, ma c'era un aspetto di terrore. La Dr.ssa De Toffoli questa mattina diceva "affacciarsi all'ignoto, affacciarsi all'ignoto che c'è in noi, è come affacciarsi al baratro di quello che non si conosce".
Vi posso dire che io, a distanza di un po' di tempo, rielaborando quel momento, mi sono reso conto che stavo vivendo quello che si può vivere a un anno, un anno e mezzo, otto mesi, di fronte alla persona sconosciuta.
Di quando si dice il terrore dell'estraneo… e si vede che un bambino, a volte, se arriva un estraneo che si protende molto verso di lui, il bambino si mette a piangere. Io ho sentito (dopo che l'ho potuto rielaborare) che era il terrore dell'estraneo.
L'esperienza unica, è stata quella di vedere che venivano ad affiorare in me qualche possibilità di pensiero che era legata al modo di come Bion stava lì in attesa; al modo di come osservava. Io, piano, piano, mi sono sentito nascere dentro questo stato d'animo di dire: "mah! … io di questa persona mi posso fidare, non mi morde, non mi fa del male, non mi fa vivere qualcosa di tremendo" …per dirlo in termini "primitivi".
Mi è venuto in mente che nell'Iran, (la Persia di allora) in cui c'era ancora lo Scià, un detto molto comune era: "ognuno è padrone di quello che non dice, ma che è schiavo di quello che dice".
Ho ricordato questa cosa che ho detto nel senso anche di poter ribaltare questa affermazione e cioè "ognuno è schiavo di quello che non dice, ma è padrone di quello che dice".
Questa è stata la mia esperienza in quel momento con Bion.


Intervento del Prof. Pisani

Anche quello che Nebbiosi diceva prima mi faceva venire in mente le affinità tra il pensiero di Bion e quello di Foulkes. Per esempio, quanto, il "senso comune", può avere a che fare con la "matrice gruppale" di Foulkes, e quanto questo terrore, di cui tu parlavi, possa avere a che fare con il concetto di conflitto individuo-gruppo. Ma questo tema spero di riprenderlo in seguito. Iniziamo la seconda parte del pomeriggio nella quale il conduttore è il Dr. Lussana.



Dr. Lussana (chairman)

Abbiamo questa seconda ed ultima parte del pomeriggio cominciando con una relazione del Dr. Merciai di Torino, psicoanalista torinese che ha lavorato lungo gli anni a stretto contatto con Parthenope. Merciai ci parlerà di "Ripensando il percorso analitico con Parthenope Bion Talamo"


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