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Psicoterapia - Documenti e Comunicati



Nuove frontiere della biologia: conversazione con Antonio Giuditta

Maurizio Mottola



Nell'ambito della Settimana del Benessere Psicologico in Campania (dal 5 al 9 ottobre 2009), organizzata dall'Istituto di psicologia umanistica esistenziale e transpersonale Nea Zetesis in collaborazione con l'Associazione Psicologi per la Responsabilità Sociale, si è svolta a Napoli mercoledì 7 ottobre 2009 la conferenza Nuove frontiere della biologia, a cura del neurobiologo Antonio Giuditta, docente di Fisiologia generale all'Università degli Studi di Napoli Federico II, al quale abbiamo posto alcune domande. Quali sono le nuove frontiere della biologia ? A mio parere riguardano soprattutto la mente dell'uomo, da sempre problema centrale della speculazione filosofica e religiosa, che la scienza ufficiale tratta in maniera convenzionale ma che ora è affrontato da un numero crescente di ricercatori liberi da preclusioni dogmatiche. Della mente vengono infatti presi in considerazione soprattutto gli aspetti "anomali" che diversi autori ritengono plausibile attribuire alla fisica quantistica. Della mente diviene sempre più essenziale identificare natura, capacità, origine e ruolo filogenetico, come risulta da un breve elenco di recenti osservazioni: a) capacità di tipo mentale sono presenti anche nei batteri (apprendimento); b) effetti biologici di farmaci e composti chimici sono trasferibili ad aggregati coerenti di molecole d'acqua; c) gli effetti biologici di alcune molecole sono mediati da specifiche radiazioni elettromagnetiche che esse emettono; d) il comportamento di oggetti fisici è modificabile da intenzioni umane; e) sensori fisici distribuiti su tutta la terra registrano l'impatto emotivo indotto da eventi di interesse planetario su milioni di uomini (esempio, caduta delle due torri a New York); f) entità mentali capaci di percezione e di memoria possono distaccarsi da corpi umani. C'è inoltre da sottolineare che, diversamente dal dogma imperante: a) caratteri acquisiti sono trasferiti alla progenie attraverso modifiche del sistema che regola l'espressione del DNA nelle diverse linee cellulari (sistema epigenetico); b) gli spermatozoi sono in grado di recepire e trasferire alla progenie caratteri codificati da acidi nucleici eterologhi (DNA e RNA). Lei ha elaborato l'ipotesi sequenziale del sonno/sogni: in che consiste ? L'ipotesi ha inizialmente riguardato le modalità di elaborazione dell'informazione acquisita durante la veglia. Esperimenti condotti su ratti sottoposti ad un apprendimento complesso hanno infatti dimostrato che le variazioni riscontrate nel successivo periodo di sonno non riguardano esclusivamente il sonno paradossale (PS), come era stato precedentemente supposto, ma interessano anche gli episodi di sonno ad onde lente (SWS). Insieme a molte altre considerazioni si è così proposto che l'elaborazione delle memorie avvenga in due passaggi successivi associati rispettivamente all'SWS e successivamente al PS. In particolare, si è ipotizzato che la funzione principale dell'SWS consista nell'indebolimento e nell'eventuale eliminazione delle memorie non essenziali, mentre quella del PS riguardi il più efficiente immagazzinamento delle memorie così ripulite che le rende più facilmente recuperabili durante la veglia. Dal momento che l'attività onirica si manifesta in maniera concettuale e meno complessa nell'SWS ma diviene allucinatoria e molto più complessa nel PS, si è ipotizzato che i sogni che hanno luogo durante l'SWS rispecchino l'attivazione delle memorie relativamente semplici e meno rilevanti sulle quali si esercita la funzione chiarificatrice dell'SWS, mentre quelli che si verificano nel corso del PS riflettano l'attivazione delle memorie residue (molto più complesse e rilevanti), e di quelle alle quali esse vengono associate (quest'ultime già acquisite nel corso della vita dell'individuo e in precedenti esistenze). Il 23 settembre 2009 è stato l'anniversario dei 70 anni dalla scomparsa di Sigmund Freud: come si colloca la psicoanalisi nell'attuale epoca delle neuroscienze ? Non ho idee molto chiare. Tuttavia, l'interesse crescente per le capacità della mente, soprattutto per quelle "anomale", potrebbe contribuire a porre su terreno più solido le scoperte e le intuizioni della psicologia del profondo promosse non solo da Freud ma anche da altri, in primo luogo da Jung. Di quest'ultimo mi appare di particolare rilevanza il sottolineare il ruolo di eventi sincroni, quindi acausali (insieme a Pauli, eminente fisico quantistico), e di quelli di tipo parapsicologico, ed il richiamare l'attenzione sull'origine filogeneticamente primitiva di complessi e di programmi cognitivi e comportamentali attivi a livello inconscio (archetipi).


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